
Un modello, quello presentato oggi nell’ambito della Rolli Days Digital Week, che potrebbe ispirare anche altri proprietari di queste antiche dimore nobiliari, gioielli spesso difficili da visitare per i turisti proprio in quanto privati. “La compresenza di pubblico e privato è possibile”, commenta Vittorio Sgarbi in una intervista esclusiva a Primocanale. “Questa fondazione ne è l’esempio. Del resto non c’è nulla di privato, anch’io ho una mia collezione personale ma in quanto tale devo poterla anche aprire al pubblico. Non a caso uno dei musei italiani più apprezzati e più importanti di arte contemporanea è il Guggenheim di Venezia e mi ricordo che la stessa Peggy vendeva i biglietti all’ingresso. Non so se il principe farà lo stesso, ma l’idea di creare una confidenza tra il proprietario e il pubblico è quella vincente”.
“Speriamo che possa nascere un effetto a catena per altri tre o quattro palazzi in modo tale che possano anch’essi, magari facendo rete, aprire non soltanto in occasione di manifestazioni come queste”, ha proposto il noto critico d’arte. Il sistema dei palazzi dei Rolli, infatti, è peculiare, ma questa sua unicità ha spesso impedito a turisti di poterne apprezzare la bellezza durante l’anno. Un’idea che si coniuga con quella della Digital Week, che invece esplora le potenzialità del digitale per creare un biglietto da visita per Genova e le prossime edizioni di questo evento, ma che al tempo stesso rappresenta una via con cui i visitatori possono “curiosare” in tutti quei luoghi che non possono essere aperti sempre.
IL COMMENTO
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti
Ti ricordi Bilancia? 17 omicidi in sette mesi di terrore