
“Secondo l'art.4 della Costituzione Italiana, la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto, il Casinò di Sanremo, per cui ci pregiamo di esercitare parte di rappresentanza sindacale, esercita tale diritto dal 15 Gennaio 1905, occupando centinaia di lavoratori diretti e indiretti, garantendo un indotto importantissimo per la città e risorse al Comune di Sanremo, nonché pregio alla Regione e alla Nazione per la sua storia centenaria”.
La lettera prosegue così: “Nonostante un protocollo sanitario stringente, siglato in pieno accordo con le parti datoriali, ad oggi il Governo ci ha esclusi dal novero delle attività autorizzate alla riapertura, con evidente disparità di trattamento e violazione del precetto costituzionale che garantisce e promuove il diritto al lavoro di ogni cittadino. Per tale motivo ci sentiamo in dovere di chiederLe di farsi garante per il rispetto dei principi costituzionali enunciati, dei quali Lei è il vigile supremo, affinché la scelta delle aziende che possano riaprire non ricada sul merito del lavoro svolto ma sul metodo delle applicazioni delle tutele sanitarie “, conclude la lettera.
Proprio Primocanale aveva mostrato tutta la riorganizzazione degli spazi seguendo tutti i protocolli per consentire la ripresa delle attività di gioco, con la fornitura di plexiglass in tutti i tavoli per proteggere sia gli avventori sia il personale in sala, oltre all'obbligo di indossare la mascherina. Ma per il momento il Casino resta chiuso, mentre a quaranta km di distanza quello di Montecarlo, oltre confine, uscirà dalla quarantena il 5 giugno.
IL COMMENTO
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