
Mentre il Ponente ligure e il Piemonte stanno facendo la conta dei danni tra ponti crollati e strade interrote e fango si lavora senza sosta per cercare di avvicinarsi il prima possibile a una normalità le ondate di maltempo in questo inizio autunno continuano nel resto d'italia. Un territorio italiano reso fragile dalla cementificazione e dall'abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni (dati Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Per via della sua conformazione tra mare e montagna la Liguria arriva addirittura al 100%. Di fatto tutti i comuni della regione sono a rischio idrogeologico.
Sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari secondo le stime di Coldiretti.
Le ondate di maltempo "hanno devastato le campagne dove è in pieno svolgimento la vendemmia ma anche la raccolta di mele, pere e sta iniziando quella delle olive e del riso. Edifici rurali lesionati, strade rurali interrotte, piante sradicate, serre divelte, animali affogati o bloccati in alpeggio, uliveti e vigneti spogliati, frutta e ortaggi rovinati e raccolti di riso distrutti con il lavoro di un intero anno andato perduto nelle aziende agricole con oltre 300 milioni di euro di danni produttivi e strutturali.
Dati particolarmente pesanti per tutta la Liguria. Nella provincia di Imperia l'ultima ondata di maltempo ha causato la perdita di un'oliva su 3 pronta alla raccolta. In provincia di Savona, danni all'olivicoltura. Nel Levante l'esondazione del fiume Vara ha allagato le aziende dell'Alta Val di Vara, mentre la bufera di vento ha scoperchiato i tunnel di diverse aziende e colpito gli uliveti.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale