
Una situazione definita "vergognosa" dai magistrati onorari, ai quali non sono piaciute le frasi del ministro della giustizia Alfonso Bonafede che il 19 novembre, rispondendo a un’interrogazione, ha detto: “La magistratura onoraria ha la finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione delle retribuzioni della magistratura professionale”.
"Non è un problema solo italiano", racconta Domenico Pellegrini, presidente della giunta ligure dell'associazione nazionale magistrati, "qui abbiamo un problema particolare, i giudici che oggi protestano , negli ultimi vent'anni sono stati prorogati e sono diventati una componente stabile del nostro ordinamento senza diritti di nessun genere. C'è poi anche un problema di risistemazione dell'intera materia per i nuovi che entreranno".
A portare la sua testimonianza anche Simona Lombardo, vice procuratore: "Siamo precari fra i precari, e sono più di vent'anni che svolgiamo questa attività. Personalmente quando ho avuto la mia bambina che ora ha sette anni, non ho potuto beneficiare di nessuna forma di assistenza o di previdenza e sono dovuta tornare al lavoro il prima possibile perchè questa era la fonte di reddito di entrata unica".
I magistrati chiedono dunque più tutele sul piano previdenziale e retributivo, e reclamano il riconoscimento della dignità della funzione. "Pur considerando la non esclusività del rapporto con l'amministrazione della giustizia e la possibilità di svolgimento di altre concomitanti attività professionali, in sintonia peraltro con la temporaneità dell'incarico conferito, l'associazione nazionale magistrati esprime la ferma convinzione che non debba essere svilito il ruolo e quindi dimenticato l'importante contributo fornito dai giudici e dai pubblici ministeri onorari" fanno sapere dall'ANM, chiedendo che governo e il parlamento reperiscano le risorse finanziarie necessarie ad approntare le più opportune tutele economiche, previdenziali e sociali.
IL COMMENTO
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