
Il tutto è avvenuto sotto il segno di Claudio Ranieri, che attraverso scelte anche drastiche ha confermato di essere l'unico leader della Samp e soprattutto di avere il controllo della situazione. E questo è garanzia di risultati, ovvero di salvezza senza affanni. Qualora da gennaio fosse poi a disposizione anche Keita e da febbraio Gabbiadini, il percorso sarebbe in discesa.
Chi si aspettava una Sampdoria travolgente con il Crotone non ha capito che la squadra è ampiamente attrezzata per l'obiettivo stagionale ma probabilmente non per molto altro. Ecco perché la prestazione è stata buona, a parte qualche sbavatura nella gestione dopo il raddoppio.
Sul piano dello sviluppo e non degli episodi, la partita non è mai stata in bilico, la qualità era diversa e quando sono entrati Candreva e Quagliarella è lievitata, il quarto gol ci stava tutto. Dunque, bene così. Gli schifiltosi cambino canale.
Ranieri, come qualunque allenatore, può commettere degli errori e per questo può e deve essere criticato ma possiede senso pratico, mestiere, conoscenze, carisma. Ciò di cui ha bisogno la Sampdoria. Per costruire un avvenire, anche sul piano del gioco, servirebbe un progetto tecnico, che non esiste, dovendo la società navigare a vista. Di conseguenza va benissimo così.
Si sta vedendo la fatica di squadre importanti - Fiorentina, Torino, Genoa - ad uscire dalla melma. La Samp non è fuori dai rischi, farà ancora i conti con alti e bassi, ma è sulla retta via grazie al suo Principe Ranieri.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale