
“Credo che nella vita e nella politica la coerenza sia un valore – dice Costa - Con tanti amici che hanno aderito all’esperienza di Liguria Popolare, mi sembrava ingiusto e inopportuno rinnegare la storia di cinque anni per una ambizione personale. Da lì la scelta di correre alle regionali insieme a Forza Italia, mantenendo il nostro simbolo di Liguria Popolare”.
“Il mio riferimento è stato da sempre Maurizio Lupi, con lui ho portato avanti la mia esperienza politica. Ho continuato con lealtà questo percorso. La nomina è arrivata perché nella trattativa politica c’è stata la volontà di riconoscere un ruolo a Noi con l’Italia. Ringrazio Lupi dell’opportunità. Può sembrare un percorso improvviso, ma in realtà c’è stima, condivisone di un progetto. La scelta che feci qualche mese fa non mi ha consentito di essere eletto in Regione, ma ho continuato a lavorare in Consiglio Comunale alla Spezia. E poi è arrivata questa nomina. Rientra nelle dinamiche della politica”.
Il potere politico della Liguria è sempre più ‘spezzino’. Oltre al Ministro Orlando, ci sono due sottosegretari nel Governo Draghi: Stefania Pucciarelli e, appunto, Costa. A loro si aggiunge Raffaella Paita presidente della commissione trasporti della Camera. E lo stesso governatore Toti viene dall’estremo levante ligure. Per Andrea Costa è poco più di una coincidenza: “Non so se ci sia una spiegazione. Occorre comunque avere una visione ampia quando si ricoprono certi ruolo, al di là della provincia di appartenenza. Abbiamo una grande opportunità in Liguria entrando in un Governo di unità nazionale. Mi auguro che ci sia possibilità di collaborare per dare risposte ai cittadini della Liguria in questo momento complicato”.
Così Costa tende la mano a Toti: “Ci siamo sentiti e ci incontreremo presto. Abbiamo diversi temi su cui confrontarci. C’è da gestire la pandemia, la campagna vaccinale, ma ci sono anche diversi opere legate all’edilizia ospedaliera della Liguria. Abbiamo una grande occasione, un’occasione storica. Dipenderà dalla nostra capacità di saperla gestire. Se ognuno fa la sua parte e mette da parte le bandiere e le contrapposizioni politiche ce la faremo. In politica c’è bisogno di moderazione e non di contrapposizione. Dobbiamo provare a condividere le scelte”.
E sui temi della sanità, il sottosegretario Costa si dice soddisfatto dell’avvicendamento nella struttura commissariale che ha portato il Generale Figliuolo al posto del contestato Arcuri: “Da più tempo si chiedeva discontinuità. Saluto positivamente questa scelta. Mi auguro che possa iniziare un nuovo ciclo. Il mio non è un ruolo tecnico, ma politico. Serve una politica che sappia fare sintesi. Che sappia mediare tra le esigenze dei dati scientifici e le nostre attività, gli imprenditori, le scuole. La politica può servire a questo: mediare tra esigenze sanitarie e quelle del paese che ha bisogno di ripartire”.
A questo proposito Costa risponde all’appello di Primocanale di seguire le esigenze dei rappresentanti delle malattie rare che hanno manifestato a Genova chiedendo certezze sui tempi per il vaccino: “Confermo il mio impegno. E’ un tema che va affrontato e risolto. Sulla campagna vaccinale c’era bisogno di un cambio di passo. La nomina di oggi va in questa direzione. Daremo risposte a chi ne ha bisogno”.
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