
Questa idea, dice Toti, "Ha poche chance di successo perché, al netto di una accettazione di maniera, nella sostanza si opporranno quelle stesse classi dirigenti che lo bocciarono allora" quando, ricorda, lo stesso Toti aveva avanzato analoga proposta. "Oggi qualcuno applaude al Partito Unico per salvare la propria posizione barcollante", aggiunge Toti. Ma per arrivare davvero a un partito dei Repubblicani italiani, per similitudine ai Repubblicani americani, serve "condividere una serie di valori di base semplici e 'larghi' e soprattutto il principio della democrazia e della rappresentativita'" e scegliere la classe dirigente con le primarie.
"Cosi' ogni gruppo 'si pesa' - sottolinea Toti - e col principio di maggioranza si decide la classe dirigente sulla base del consenso, unico criterio oggettivo riconosciuto in democrazia".
"Il centrodestra italiano si è diviso in tanti rivoli - prosegue - e ha subito tante lacerazioni proprio per la mancanza di un meccanismo democratico di selezione del personale politico".
Per "costruire davvero un grande partito dei Repubblicani italiani", secondo Toti, "occorrerebbe azzerare le classi dirigenti e le leadership di ogni livello, aprire una fase costituente, stabilire regole comuni per il confronto democratico, e dunque lanciare una fase di primarie o di congressi per stabilire con un metodo democratico non solo il candidato premier, ma i candidati in ogni singolo collegio, in ogni lista bloccata e cosi' via"
IL COMMENTO
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