
Remo Benzi, popolare ex comandante dei vigili urbani di Genova, allora, era il sei maggio del 1971, era comandante della sezione dei vigili urbani di Albaro.
Incontriamo Benzi, che oggi ha 83 anni e si gode la pensione in Piemonte, in via Galli, una tranquilla stradina che costeggia le piscine di Albaro, dove venne trovata la macchina di Bozano.
Benzi come avvenne il ritrovamento della spider rossa del "biondino"?
"Beh, il caso è chiaro, arrivato il fonogramma di ricerca noi attivammo il servizio in abito civile, con vigili in borghese, ad Albaro. Questo perchè la Spider rossa era stata vista in questa zona. Soprattutto nella zona del ristorante Bai. Una mattina, in questa strada, i vigili Bruzzone settimo e Bruzzone sesto, che avevano lo stesso cognome ma non erano parenti e li chiamavamo così per distinguerli, chiamarono per dirmi che avevano trovato la macchina posteggiata in via Galli. Arrivati, aprimmo il cofano, dentro c'era solo una grossa pila.
In quel mentre passò un fornaio, un cittadino, il quale in genovese mi disse "brigadiere, c'era uno che dormiva in quella macchina". Trovai il proprietario della macchina negli archivi, poi andai nella sua casa di via Prasca, Quarto, per parlare con lui, Bozzano Lorenzo. Ma non c'era. C'era suo padre che mi disse subito: "Guardi brigadiere, di questo personaggio non ne voglio sapere nulla..." capimmo che quell'uomo era allo sbando, anche se agli archivi non risultava avere precedenti penali".
"Rimasi molto perplesso - ricorda ancora Benzi -, un papà che diceva una cosa così sul proprio figlio... Bozzano comunque, poi venne fermato, contro di lui c'erano prove e indizi, come i bigliettini con su scritto "murare", "seppellire", "affondare", (la povera Milena era stata uccisa, seppellita e poi buttare in mare ndr) che poi lui giustificò dicendo fossero serviti per fare un "toto" al bar, negava di essere mai stato in queste vie. Quelle prove erano circostanziali e il dottor Noli, il giudice istruttore di allora, mi chiese degli elementi probatori perché gli indizi non erano abbastanza".
Fu allora che Benzi ebbe la seconda intuizione che risultò molto utile alle indagini per incastrare l'assassino di Milena Sutter: " Andai a controllare in tutti i verbali, le multe, contentasti, con identificazione del conducente, e uscirono fuori sette contravvenzioni nelle vie di quelle zone dove lui negava di essere stato e invece era stato riconosciuto come conducente, zone dove probabilmente lui si appostava. Le multe furono determinanti".
Benzi poi racconta come era spider di Lorenzo Bozano: "
La sua spider era diversa, riconoscibile perché era sgangherata, era l'abbaglio per le ragazzine, la usava pe attirarle, all'epoca fare i giri su una macchina così era darsi un tono...".
La posizione di Bozano peggiorò il 20 maggio con il ritrovamento in mare del cadavere di Milena, a Priaruggia, che lui aveva agganciato a una cintura di piombo da sub... e lui faceva il sub anche se poi le indagini provarono che quei piombi non erano di Bozano.
Quando Bozano fu arrestato e portato in questura cosa accadde?
"Quando fu portato in questura una marea di cittadini scesero per urlare parolacce contro di lui, quasi un tentativo di linciaggio. Lui ha negato per tanto tempo ma le multe sono state un elemento determinante".
Quando è morto cosa ha provato?
"Ho provato pietà. Ha fatto la fine di Milena, è annegato come quella povera ragazza innocente che lui aveva preso".
IL COMMENTO
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