L’intervista di Primocanale al Presidente Berneschi mi offre lo spunto per intervenire su un tema che mi sta molto a cuore, quello della fuga da Genova e dalla Liguria e delle prospettive di sviluppo che abbiamo davanti. Se è positivo che il mondo moderno consenta grande mobilità globale, non altrettanto può dirsi se chi si muove acquista biglietti di sola andata, lasciando a casa una popolazione che invecchia ogni giorno sempre di più, come rilevato da Mario Paternostro nel suo puntuale articolo sul Primo.
Lavorare per arginare questa emorragia è impresa complessa e richiede interventi strutturali, che devono concentrarsi, a mio modesto parere, su quattro filoni principali. Il primo e di più lungo respiro riguarda le politiche per la natalità, destinate a rallentare e, se possibile, invertire il progressivo invecchiamento della popolazione. Sostenere la natalità significa agevolare le famiglie numerose e soprattutto potenziare i servizi pubblici per l’infanzia e le politiche di conciliazione fra il tempo lavorativo e quello familiare. Il secondo filone può avere un riscontro più vicino nel tempo e consiste nel favorire le condizioni per il rientro nel mercato del lavoro ligure di quanti si sono recati a lavorare altrove, in Italia o all’estero.
Credo che la legge regionale sul rientro dei talenti, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la scorsa settimana, sia un piccolo passo in questa direzione. Come proponente, sono quindi felice di aver dato il mio contributo ad affrontare questo problema. Quanti rientrano e quanti restano devono poi trovare un mercato ligure che sappia quali sono i cavalli di battaglia su cui puntare e su cui le istituzioni debbono investire: portualità, turismo e alta tecnologia, anche in campo ambientale e sanitario, settore questo dove i problemi legati all’invecchiamento possono costituire un’opportunità di sviluppo per la nostra regione. Infine occorre liberare Genova e la Liguria dall’isolamento in cui stanno precipitando, altrimenti quel mercato non troverà sbocchi adeguati: gronda, terzo valico e aeroporto non sono quindi opzioni, ma scelte non rinviabili per le quali bisogna, subito, fissare i tempi di realizzazione e trovare le risorse necessarie.
Sulla gronda Comune e Regione hanno fatto la loro parte, dimostrando capacità decisionale e la volontà di andare avanti nonostante le forti opposizioni incontrate. Adesso e senza indugio tocca al Governo pronunciarsi, dimostrando nei fatti di credere davvero nell’importanza delle infrastrutture. Se questi interventi saranno realizzati, presto e pienamente, sono convinto che potrà iniziare per la Liguria una nuova stagione di sviluppo.
*Candidato alla segreteria regionale del Pd
IL COMMENTO
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