Lo scontro all'interno del Pdl a Genova andrà in scena venerdì quando alle 18 si riunirà la segreteria del partito: un confronto che si preannuncia acceso tra il coordinatore Gianfranco Gadolla, oggi dell’area finiana, il coordinatore vicario Roberto Cassinelli, berlusconiano di ferro, e i 4 vicecoordinatori. Cosa succederà dopo il raduno di ieri a Mirabello lo si capisce dalle parole dello stesso Cassinelli: “Spero che Gadolla - dice a Primocanale - assuma comportamenti coerenti alle affermazioni fatte dal 'suo' presidente Fini. E’ un problema di sensibilità: come può Gadolla essere coordinatore di un partito - si chiede Cassinelli - che per loro, come ha detto Fini, non esiste più?”. Gadolla, reduce dal raduno di Mirabello, non ci pensa neppure a fare un passo indietro: "Non vedo perchè dovrei dimettermi - dice - Noi vogliamo un Pdl che torni ad avere lo spirito con cui è nato, ovvero quello di un partito pluralista, con una dialettica interna. L'idea di dimettermi non la prendo neppure in considerazione - conclude - a meno che non mi scriva Berlusconi per dire che il mio ruolo non va più bene". La segreteria del Pdl genovese è comunque lacerata. Oltre a Gadolla, sta con Fini uno dei vicecoordinatori Giuseppe Murolo. Gli altri tre, Matteo Campora, Donatella Mascia e Francesco Caso, giurano fedeltà a Berlusconi. E venerdì Gadolla parlerà chiaro: "Dirò ai vicecoordinatori che il partito va cambiato: non si può più pensare solo a essere ricandidati". (Davide Lentini)
Politica
Pdl, il finiano Gadolla: "Io non mi dimetto, il partito va cambiato"
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