
Sono chiusure eccellenti che si faranno sentire durante il Natale genovese quelle avvenute negli ultimi mesi per le vie del centro città. Negozi storici, conosciuti da tutti, dove il tempo sembrava essersi fermato, che hanno tirato giù la saracinesca e lasciato un vuoto nel tessuto del commercio di vicinato cittadino. Dagli abiti di Enrico Carini ai giocattoli della Fata dei bambini fino alla biancheria di Bollo e Pascal. Ma nonostante le luci che si spengono, a Genova il cuore dei negozi che hanno fatto la storia continua a pulsare: ci sono riaperture, attività salate 'in corner' ma soprattutto continua a esserci il numero (in crescita) di botteghe più alto che in qualsiasi altra città italiana. A fotografare la situazione a Primocanale è Manuela Carena, presidente di Federmoda Genova.
Le ultime attività che hanno chiuso i battenti a Genova
Da settembre sono state diverse le attività che, per un motivo o per l'altro, hanno dovuto tirare giù la saracinesca per l'ultima volta. Iniziamo con Enrico Carini, negozio di abbigliamento maschile aperto dal 1962 in via XX Settembre che ha iniziato con la svendita e che spegnerà per l'ultima volta la sua insegna il 24 dicembre. Tra i motivi della chiusura ci sarebbe il continuo aumento dell'affitto.
Poco dopo ad annunciare sui social la decisione anche lo storico negozio di giocattoli di galleria Mazzini La fata dei bambini, che lascia un vuoto incolmabile nella zona dopo oltre cento anni di storia.
Prima ancora è stato Bollo biancheria per la casa, in piazza Campetto 5 rosso, ha lanciato lo svuota tutto con sconti fino all'80% per poi chiudere per sempre. Anche Pascal, altro storico negozio di biancheria per la casa, ha dato il via alla svendita totale per chiusura attività. Troppo complicato andare avanti in queste condizioni di cambiamento.
A fine novembre poi la notizia della chiusura della libreria più antica d'Italia, la libreria Bozzi di via s. Siro, aperta nel 1810 dal francese Antonio Boeuf. Un'istituzione per Genova, sopravvissuta persino alla Seconda guerra mondiale e ricostruita dopo un bombardamento che la distrusse per buona parte. Ad alzare bandiera bianca annunciandone la chiusura per la fine dell'anno sono le titolari Laura e Paola Bozzi appartenenti alla famiglia che la comprò nel 1927 per le quali è giunto il momento di andare in pensione.
A scuotere i genovesi anche la chiusura di questa estate di Tessilmoda, in via San Vincenzo in zona Brignole, che ha tirato giù la saracinesca per l'ultima volta dopo 65 anni di attività. Il negozio era un punto di riferimento per l'abbigliamento dei genovesi. Nel giro di poco lo storico negozio ha lasciato spazio a un supermercato Carrefour.
Buffa, la storica cioccolateria genovese salvata "in corner"
Aveva chiuso i battenti a luglio scorso, per quella che doveva essere una pausa estiva, ma poi non aveva più riaperto. La storica cioccolateria genovese Buffa, aperta dal 1932, ha rischiato di essere una vittima della crisi economica, lasciando a casa sei dipendenti che si trovavano in cassa integrazione e le vetrine di via Domenico Fiasella vuote. Nei giorni scorsi l’assessore al lavoro Mario Mascia ha incontrato i rappresentanti della società Bon Jour, industria dolciaria con sede a Sampierdarena in via del Campasso, che ha trattato col titolare di Musante e Liotta il contratto d’affitto, con promessa di acquisto, del ramo di azienda di Buffa, un modo per salvare una storica attività. Adesso è partita la corsa contro il tempo per riaprire entro Natale la storica cioccolateria, punto di riferimento per i genovesi.
La speranza e i negozi con la targa di 'bottega storica'
"Ogni giorno leggiamo di un negozio storico che chiude, ma abbracciare la politica del prezzo stracciato e delle continue svendite mette sempre di più i nostri negozi in concorrenza con i vari e-commerce, le catene e i centri commerciali segnando l'inizio della fine", spiega Carena dopo la settimana di sconti legati alla tradizione americana del Black Friday. "Voglio che però venga messo l'accento anche sulle tante aperture. La rete delle botteghe storiche genovesi è tra le più ricche del territorio nazionale, è un patrimonio che dobbiamo difendere, dall'esterno le difficoltà che arrivano sono tante ma anche a livello locale possiamo far molto per tutelarle. Anzi è un gruppo che continua a crescere, sono tante le realtà che potrebbero avere la targa storica. E dobbiamo imparare a sfruttare questa situazione. Se tanti chiudono, puntiamo l'attenzione su quelle che crescono come le botteghe storiche", conclude la presidente genovese di Federmoda.
In via Colombo torna il negozio di Paralumi
Un esempio recente di quella che è la tenacia dei negozi di vicinato genovesi è il ritorno in via Colombo della figlia del proprietario di Bruno Paralumi, negozio celebre e noto a tutti i genovesi prima che chiudesse per (quello che sembrava) sempre. La figlia del proprietario, di quel Bruno, è ora tornata in città per continuare, a modo suo, la storia della sua famiglia. Nicoletta ha scelto di aprire il suo nuovo laboratorio sempre nella via, un luogo in cui ora convivono la passione a l'amore per quel lavoro con cui è cresciuta, all'interno del negozio dei genitori, e lo studio di oltre vent'anni in giro per l'Italia.
IL COMMENTO
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