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Il presidente Lorenzo Viviani analizza la situazione del Parco nazionale che ogni anno vede aumentare il numero di turisti: "Il parco sia un esempio di buone pratiche da portare nella società"
2 minuti e 2 secondi di lettura
di Andrea Popolano

"Non siamo per un turismo d'elité ma per un turismo culturale, bisogna infondere nelle persone il rispetto del territorio e far sì che quando vanno via abbiano un bagaglio culturale aumentato con buone pratiche da portare all'esterno" così il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre Lorenzo Viviani guarda in prospettiva per affrontare quello che è il principale problema che stanno affrontando le Cinque Terre: l'overtourism. Si parla di circa 4 milioni di turisti nell'arco di un anno in un fazzoletto di terra stretto tra mare e montagna.

Obiettivo destagionalizzare: "I casi di overtourism riguardano solo pochi giorni all'anno"

"Questa è una delle grandi sfide che bisogna affrontare le Cinque Terre ma non solo - spiega ancora Viviani -. I parchi devono essere considerati dei laboratori di idee e di buone pratiche che poi devono essere utilizzate anche all'esterno dei parchi. Quando parliamo di overtourism in realtà parliamo di pochi giorni all'anno. Noi dobbiamo puntare sulla destagionalizzazione. In autunno e inverno ad esempio ci sono delle giornate meravigliose dove fare trekking nei lunghi sentieri di oltre 130km con un paesaggio mozzafiato".

I Parchi come esempio di gestione del territorio 

Il presidente Viviani parla anche dell'importanza di portare avanti buone pratiche utili a mantenere il territorio: "I parchi non devono essere delle strutture chiuse in se stesso ma devono lanciare dei messaggi all'esterno. Il Parco delle Cinque Terre è un esempio perché si tratta di un parco fortemente antropizzato dove ci sono pescatori e agricoltori. I parchi possono insegnare l'ambientalismo futuro al mondo: dove meglio si può trovare l'equilibrio tra uomo e natura se non nelle Cinque Terre? Grazie al lavoro fatto nel passato parliamo di un parco sostenibile che ha una certificazione europea al terzo livello che permette di mettere in comunicazione le varie attività presenti sul territorio con chi gestisce il turismo. Ma poi bisogna parlare di agricoltura, un'agricoltura che fa opera di protezione civile, di ingegneristica naturale  che permettono di mantenere il territorio e irregimentare le acque".

La Via dell'Amore nuovamente aperta a gennaio

I turisti dovranno invece attendere ancora qualche settimana prima di poter entrare nella Via dell'Amore. Dopo la parentesi da agosto 2024 a fine ottobre che aveva permesso di percorrere dopo 12 anni lo storico sentiero, una smottamento ha obligato nuovamente la chiusura. L'obiettivo era riaprire prima di Natale ma tutto è rimandato a inizio anno.

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