LA CHIESA DELLA CONSOLAZIONE E LA COMUNIONE COME UNA BRIOCHE

6 Feb 2020 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati su LA CHIESA DELLA CONSOLAZIONE E LA COMUNIONE COME UNA BRIOCHE

ALLA CONSOLAZIONE I FULMINI DI DON PIERLUIGI
ANZIANI ABBANDONATI E LA COMUNIONE NON E’ UNA BRIOCHE

La Chiesa della Consolazione è la più centrale della città. E’ come una calamita per chi sale e scende lungo la spina dorsale di via XX Settembre, la ex via Giulia. E poi lì dentro c’è Santa Rita, la sua devozione, una delle più forti a muovere i genovesi, a attirarli in un mare di rose rosse, nel giorno di maggio in cui si festeggia questa Santa. E il suo altare, a sinistra di quello Maggiore, è sempre pieno di ex voto, di foto di bimbi “protetti” dalle sante preghiere. Quindi tu entri alla Consolazione dalla porta principale, tre gradini sotto la strada, che scorre sempre avanti e indietro, oppure dalla porta laterale e ci arrivi come alle spalle dell’altar maggiore attraverso la sacrestia, con nel naso ancora il profuno del Mercato Orientale, che inonda i confini della grande chiesa, ricostruita nel milleseicento e diventata così ombelicale.
L’omelia è potente già dalla premessa del parroco, che afferra il microfono portatile e scende in mezzo alla navata centrale e parla camminando avanti e indietro, ma che non fa due passi solo. Arriva quasi in fondo e si volta a destra e a sinistra e ti squadra mentre predica, quasi volesse accertarsi che le sue parole ti arrivano belle dritte e dirette che più di così non si può. E quel salire e scendere va avanti per tutta l’omelia, come a coinvolgere tutti i fedeli. Nessuno si distragga….

Il Vangelo della Domenica è quello di san Luca che racconta di Gesù Bambino presentato da Giuseppe e Maria a Gerusalemme, appena terminato il periodo della “purificazione”. Lo accolgono due anziani, Simone e Anna. A Simone _dice il Vangelo _ lo Spirito Santo aveva annunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore” .
Simeone va al tempio e incontra Gesù, e benedice Dio dicendo: “Ora puoi lasciare che il tuo servo vada in pace, perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli…..”
Nel tempio c’era anche una profetessa, Anna, molto avanzata in età, vedova, che viveva lì e pregava e digiunava. Anche lei accoglie il bambino, lodando Dio e poi parlandone a tutti, come un segnale della redenzione di Gerusalemme.
Lo spunto dell’omelia è molto chiaro per il parroco: l’accoglienza che i due anziani riservano al Gesù Bambino. “Il Vangelo non sceglie quelli che contano nella società, sceglie gli anziani…….. per spiegare il valore dell’accoglienza” _ dice camminando nella navata.
Qual è la lezione? “Noi preti spesso andiano dagli anziani a trovarli e li ascoltiamo e a noi dicono quello che non confidano ai figli. Sapete, il prete non è un marziano, conosce la vita delle famiglie, non è un marziano che piove dal cielo. “
Non è un marziano il prete, dice con tono forte il predicatore e poi diventa anche più aggressivo:”Il prete non è perfetto, è umano, ha anche il diritto di sbagliare…..intendiamoci non è un Padre Eterno.” Sembra di ascoltare una autodifesa davanti alle tante polemiche che investono la Chiesa,i suoi ministri nel tempo moderno.
Ma non è qui la chiave dell’omelia-passeggiata: la chiave resta il valore dell’anziano, la sua capacità di essere generoso e di accogliere ed anche di chiedere legittimamente aiuto. “Mio figlio non mi viene a trovare _ ci raccontano gli anziani_ e noi pensiamo che non vorremmo essere nati in una famiglia come quella.”
L’esempio evangelico di Simone e Anna è di chi vive in età anziana, ma con ilcuore giovane, pronto ad accogliere. Sono molto pericolosi i giovani con il cuore vecchio, sono benedetti gli anziani con il cuore giovane…”
Un altro passo verso l’attualità il predicatore lo calca proprio camminando ancora avanti e indietro e riguarda proprio la figura di Gesù, ”riconosciuto” dagli anziani nel Tempio di Gerusalemme: Anna aspettava il Messia promesso.
“Noi, invece _ alza la voce il parroco della Consolazione_ ce lo dimentichiamo. Ecco perchè vogliamo toglierlo dalle scuole. Noi cattolici studiamo di levarlo dalle aule e non sono i mussulmani a chiedercelo, siamo noi che non lo vogliamo.
D’altra parte cosa facciamo noi cattolici? Veniamo a Messa tanto per venirci, non accogliamo neppure i nostri genitori, se non andiamo a trovarli, così trattiamo gli anziani, così siamo cristiani. Prega per noi peccatori _si recita. E’ giusto: siamo noi i peccatori. Prima di tutto dovremmo pregare per noi stessi. Dovremmo venire qui a pregare, a chiedere perdono per noi stessi, non arrivare a Messa solo come per timbrare il cartellino. Magari tra poco all’inizio della Quaresima andremo pure a prendere le ceneri perchè si usa fare così.”
Sono parole dure come pietre e cadono pesantemente anche sulla attualità mondiale, piena di guerre,di sofferenze, di popoli in grandi difficoltà.
“Ma non se ne accorgono i giovani-vecchi_ insiste il parroco _ che l’Inferno è già qua, in mezzo a queste guerre, a queste grandi sofferenze, mentre i potenti se ne stanno con il culetto sulla poltrona?. E noi veniamo a prendere i sacramenti in chiesa così facilmente dopo il Concilio Vaticano II, che ha liberato tutto: arriviamo a prendere i Sacramenti come si prende una brioche qui in via XX Settembre!”
E con il microfono al collo e la voce alta il predicatore mima il gesto di uno spalatore che è come se rovesciasse la brioche-comunione dentro lachiesa o addirittura in mezzo alla strada.
E’ una predica forte, con una eco che rimbalza nella chiesa, mentre l’omelia finisce e il celebrante risale sull’altare, depone il collare-microfono e incomincia la recita del Credo.

CHIESA DELLA CONSOLAZIONE

Parroco don PIERLUIGI DE DOMINICI

DOMENICA ORE 11

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