
Lei subisce, lei decide, lei denuncia… Lei muore. La giornata contro la violenza sulle donne si è conclusa con buoni propositi ma numeri sempre agghiaccianti. Il femminicidio sta diventando cosa ovvia. I provvedimenti, troppo spesso, cadono come leggere gocce d’acqua sui mostri denunciati, individuati ,ammoniti, a volte allontanati ma mai abbastanza.
Se vuole uccidere il mostro uccide, alla luce del sole, al buio, in macchina, in strada, in casa, davanti ai bimbi. Uccide per vendetta, per volontà di possesso, per rabbia. Uccide con lucidità. Il mostro va fermato prima prima, non dopo.
La vittima si chiede: "Ora che l’ho denunciato finirà tutto?". Risposta: "Sì… ma non si sa come". L’ intervento in difesa deve essere immediato: la donna che denuncia va protetta, subito scortata in una struttura adeguata dove si senta al sicuro.
Il mostro ha tempo, si è tolto l’orologio dal polso. Lei no: se indifesa sente il tempo scorrere e la paura ingigantirsi. Annaspa solo per salvarsi la vita. Non vuole finire in una drammatica statistica. Stop alla violenza sulla donne, sì alla protezione. Senza se e senza ma.
IL COMMENTO
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