Cronaca

Lo ha annunciato il giudice Lepri che per affrettare i tempi chiede memorie scritte e non dichiarazioni fiume, "da febbraio faremo non tre ma quattro udienze", decisione che ha suscitando la reazione dei difensori, "rischiamo chiusura degli studi legali"
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di Michele Varì

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni spontanee dell'imputato di Spea Maurizio Ceneri, accusato di ammorbidire i report dei controlli, che ha occupato quasi due udienze per leggere parola per parola il suo memoriale di difesa.

In aula anche il giovedì

Il presidente del collegio giudicante del processo Morandi Paolo Lepri (nella foto) così dopo quasi due anni di processo fra le pieghe di questa convulsa giornata ha annunciato la svolta: "Alla ripresa del processo a febbraio faremo un'udienza in più alla settimana, al lunedì, martedì e mercoledì aggiungeremo il giovedì".

Gli avvocati: "Abbiamo anche altri clienti"

Apriti cielo, gli avvocati dei 58 imputati sono insorti. Il più arrabbiato è stato Rinaldo Romanelli, che difende alcuni imputati Spea, che ha detto che già tre udienze sono un grande sacrificio, "con quattro ci toccherà chiudere gli studi legali perché non potremmo seguire gli altri clienti".

 

Lepri: stop alle lunghe memorie lette in aula

 

Lepri ha poi spiegato che la necessità di sveltire il passo è collegata alle prossime tante dichiarazioni spontanee annunciate: "Se saranno delle letture di memoriali che occupano intere udienze non ci vanno bene, discorso diverso se invece sono realmente dichiarazioni spontanee di circa mezz'ora semmai accompagnate da memorie cartacee che, "giurin giuretto", noi ci impegniamo, come abbiamo sempre fatto, a leggere e rileggere".


L'avvocato Marafioti: "Ridurre anche tempi accusa pm"

L'avvocato Luca Marafioti ha sottolineato di non accettare le critiche di perdita di tempo perché questa accusa non viene mai mossa all'accusa a cui è stato sempre lasciato tutto il tempo per illustrare le proprie tesi. Parole che hanno suscitato la reazione del pm Walter Cotugno che ha sottolineato che la "linea dell'accusa la decide l'accusa".


Schermaglie, poi una possibile mediazione

La data in cui si potrà capire se si potrà evitare l'udienza in più sarà il 9 gennaio, quando si tornerà in aula, giorno scelto perché segue l'avvio del processo per il Morandi Bis (fissato per l'otto gennaio) e andare incontro alle esigenze logistiche dei tanti avvocati "foresti" già a Genova per quel procedimento.

Si torna in aula il 9 gennaio

Entro il 9 gennaio i giudici vogliono sapere quanti imputati desiderano ancora fare dichiarazioni spontanee e quanto saranno lunghe. Il numero ventilato oggi si attesta a 19. Se si troverà un'intesa si potrà ragionare anche sull'udienza in più, che per ora rimane e scatterà alla ripresa del processo il 3 febbraio.

L'avvocato Del Deo: "Noi molto seri..."

"Non capiamo questa improvvisa accelerazione - ha spiegato a Primocanale l'avvocato Francesco Del Deo -, in questi anni per rispetto per le vittime e della città abbiamo affrontato con grande serietà e nessun difensore ha mai fatto valere il legittimo impedimento pur avendone diritto, chi era malato ha mandato dei sostituti, siccome noi siamo stati seri chiediamo la stessa serietà, è un grande errore pensare che il processo si esaurisca nelle udienze visto che tutti noi abbiamo stiamo dedicando tanto tempo anche fuori per studiare gli atti di un procedimento molto complesso, il rischio di prescrizione dei reati più importanti? Dall'omicidio stradale all'attentato alla sicurezza dei trasporti non c'è nessun rischio prescrizione" garantisce Del Deo.

Emmanuel Diaz: "Ogni mese che passa tribunale perde credibilità"

Di diverso avviso Emmanuel Diaz, fratello di una delle 43 vittime: "Il processo è bloccato da mesi per il supplemento della perizia integrativa e si rischia di perdere altro tempo a febbraio, a questo punto si rischia di finire il processo dopo il 2026. Ogni mese che passa il tribunale perde la sua credibilità, abbiamo dato il tempo a tutti di difendersi, ora conosciamo le carte e dobbiamo andare avanti". La decisione di aumentare le udienze non soddisfa Diaz, "bisognava intervenire prima, ora è difficile recuperare il tempo perso in questi mesi".