Cronaca

Gli avvocati degli imputati contestano il deposito dei verbali in cui l'allora procuratore Cozzi ascoltò due testi importanti come l'ad di Aspi Tomasi e il manager di Atlantia Mion. Il pm Cotugno: "File difese poco chiari"
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di Michele Varì

Il processo Morandi va verso la fine dell'istruttoria e i toni si accendono. Oggi in aula non sono mancati i "veleni" contro la procura: l'avvocato Francesco Del Deo, difensore di alcuni imputati di Spea, ha chiesto che venga messo agli atti che nel 2019 l'allora procuratore capo Francesco Cozzi ha interloquito con due testi molto rilevanti, fra cui Roberto Tomasi, l'amministratore delegato e rappresentante legale di Aspi, una società allora coinvolta nel crollo, e il manager di Atlantia Gianni Mion, due incontri informali, nel corso del quale vennero prodotti documenti alla procura da Tomasi, sul cui contenuto non è mai trapelato nulla ma che ora, solo alla fine dell'istruttoria, si scopre essere stati inseriti negli atti del processo dai pm.

Questo comportamento, hanno ipotizzato Del Deo e altri difensori degli imputati, mina inevitabilmente la credibilità dei due testimoni d'accusa anche perchè quando furono sentiti Tomasi e Mion non era ancora chiaro se fossero semplici testi o potessero in futuro diventare indagati.

A inizio udienza il pm Cotugno ha contestato la produzione documenti di word delle difese a suo dire "senza autore e senza data, come un foglio di carta, senza indicarne la provenienza, contestando anche le indicazioni della difesa di Castellucci che ha presentato un documento e file riportanti un programma di agenda", "non si capisce dove siano stati presi, da quelli sequestrati? - si è chiesto il pm - non consentono di capire, è solo un pdf creato in questi giorni, dentro il processo, che poi riporta un contenuto che fa riferimento ad altra data.

Ai pm prima dell'intervento dell'avvocato di Del Deo contro l'ex procuratore capo Cozzi avevano risposto molti avvocati che hanno a loro volta presentato eccezioni sui documenti presentati dalla procura.

L'avvocato D'ascia che difende l'imputato Frazzica, ha fra l'altro opposto eccezioni su parte delle registrazioni audio degli imputati Giacobbe e Vezil, ascoltati nell'udienza del 13 febbraio 2023.

Eccezioni anche dall'avvocato Santi, che difende Donferri, che ha rilevato come nella produzione del pm, compreso la maxi memoria che sarà depositata nei prossimi giorni, ci sono anche verbali di interrogatori di allora e file allegati di cui bisogna verificare se il titolo corrisponde al contenuto, ponendo il problema, rilevato anche da altri legali, della mancanza dell'avviso di deposito dei documenti.

L'udienza di oggi segna un punto di svolta del processo, la fine della fase istruttoria con il riepilogo degli atti depositati dalle parti. Come a dire: sul tavolo stamane devono essere messe tutte le carte che potranno essere utilizzabili per le decisioni dei giudici, prove della colpevolezza, o anche dell'innocenza dei 58 imputati, poi ci potrebbe essere un'altra udienza il 9 aprile, in cui si parlerà dell'utilizzabilità degli atti, quindi si andrà al 29 aprile, giorno in cui i Pm dell'accusa Cotugno e Airoldi potrebbero indicare tempi e modalità della requisitoria, un passaggio importante previsto - si auspica - entro la pausa estiva, entro fine luglio, in cui si chiederanno le condanne degli imputati.

 

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