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Ma Autostrade per l’Italia dopo tutti gli articoli comparsi sui media nazionali e locali ha voluto precisare che “gli interventi previsti dalla normativa europea non riguardano, in alcun caso, la sicurezza strutturale delle gallerie. Tali adeguamenti consistono infatti nell'installazione di sistemi idrici, nella realizzazione di canali di scolo a bordo carreggiata, nell'illuminazione di aree di evacuazione, nell'implementazione di canali radio”.
Nella nota stampa, però, ha omesso di ricordare il fatto che tutti questi interventi dovevano essere realizzati entro il 30 aprile 2019, secondo la direttiva europea 2004/54, recepita in Italia nel 2006. Questa direttiva fissava per le gallerie lunghe più di 500 metri requisiti di sicurezza su antincendio e illuminazione per “la prevenzione di situazioni critiche che possano mettere in pericolo la vita umana, l’ambiente e gli impianti della galleria nonché mediante la protezione in caso di incidente”. L’obiettivo era proprio quello di innalzare i parametri di sicurezza dei tunnel, specialmente dopo il tragico incidente del Monte Bianco che nel 1999 costò la vita a 39 persone.
Sono tanti i giornali, i portali online e anche i gruppi sui social che oggi parlano di questo, ma due anni fa il sito web stradeeautostrade.it già aveva lanciato un campanello d’allarme, ricordando che la deadline per adeguarsi alle normative Ue si stava avvicinando e Autostrade per l’Italia aveva ancora “110 gallerie da adeguare, secondo lo studio condotto da Aipcr Italia e Fastigi”. Tant'è vero che nella primavera 2019 il Mit ha cercato di ottenere una proroga al 2022 data l’alta concentrazione di gallerie in Italia, ma a ottobre la Ue ha comunicato l’avvio degli atti per una procedura d’infrazione, secondo quanto riportato anche dal Sole 24Ore.
Ma a questo si aggiunge anche il grave problema dell'assenza delle corsie di emergenza nelle tratte autostradali liguri, messo in evidenza nella scorsa legislatura dal senatore Maurizio Rossi che più volte ha fatto partire interrogazioni dirette all'allora ministro delle Infrastrutture Delrio, domande rimaste tutte inascoltate e prive di risposte.
Ad oggi sembrerebbe sempre secondo quanto comunicato da Società Autostrade che “l’adeguamento di tali impianti è in corso, o in alcuni casi già concluso, in oltre 90% delle gallerie interessate, mentre nel restante 10% i lavori sono in corso di aggiudicazione”. A giudicare dai troppi cantieri presenti sul territorio ligure, però, e che hanno rovinato le feste a molti liguri e turisti con ore di coda, l’adeguamento è tuttora in corso e in grande ritardo. A tutto questo si aggiungono tutti i disagi relativi al crollo di Ponte Morandi, alla frana sul viadotto in A6, al crollo della volta di una galleria in A26 e a tutti i viadotti sotto la lente della Procura di Genova. Il risultato di una programmazione (a voler pensare bene) scellerata da parte di un concessionario che a 17 mesi dal crollo di Ponte Morandi sembra ancora non aver imparato la lezione.
IL COMMENTO
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