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Un film coraggioso, sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito, scelto dal Festival di Cannes che l’ha inserito nella sezione ‘Un certain regard”: è ‘Miele’ che vede l’esordio dietro la macchina da presa dell’attrice Valeria Golino con il compagno Riccardo Scamarcio che l’ha prodotto insieme a Viola Prestieri.


Golino e Scamarcio sono stati ospiti di Primocanale nel pomeriggio: “Io sono contentissima del film, di Cannes, ‘Miele’ è uscito da qualche giorno, tutto va bene… Incrociamo le dita – dice Golino-. Tutto nasce da un libro che mi aveva molto colpito, ‘A nome tuo’ di Mauro Covacich. Io l’ho preso, l’ho spremuto come un limone, ho tolto quello che non mi interessava e ho modificato il resto per creare un’altra storia ancora. Quella di Irene, ragazza dalla doppia vita: una tranquilla ufficiale e quella vera che la fa attraversare l’oceano per andare a comprare farmaci che aiutano chi vuole morire”. E’ stato difficile produrre un film come questo? “Molto difficile, molto faticoso – riconosce Scamarcio - ma sono molto orgoglioso del risultato, stiamo avendo un riscontro col pubblico eccezionale. E’ bellissimo perché vedi che la gente ritrova nel film quelle sensazioni che abbiamo provato noi nel pensarlo e nel farlo”.