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"Nel trasferimento di Giulia Ligresti ai domiciliari - ha detto Cancellieri - non c'è stata nessun inconsueto zelo né un'anomala tempestività, ma un'ordinaria attività di prevenzione che si è sviluppata in maniera autonoma".

Così in aula il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è intervenuta alla Camera dopo l'illustrazione della mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata dal Movimento Cinque Stelle.


"La mia comunicazione - ha aggiunto il ministro - al Dap su Giulia Ligresti è analoga a quelle che io e altri dell'ufficio facciamo quasi quotidianamente sui detenuti, oltre cento negli ultimi mesi. Respingo con assoluta fermezza il sospetto che esista una 'giustizia di classe' che distingue fra 'cittadini di serie A e B', fra 'ricchi e poveri'. I miei doveri di ministro e la mia coscienza non mi avrebbero consentito di comportarmi in questo caso diversamente da come mi sono comportata" nel caso di Giulia Ligresti".

"Si è sostenuto - ha proseguito la Cancellieri - che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti al pm di Torino e che avrei taciuto di una terza telefonata. Non vi è stata da parte mia nessuna omissione davanti al pm. Non ho mentito  né al Parlamento né ai magistrati".