
PERQUISIZIONI DOMICILIARII PER ALTRI 3 CONSIGLIERI - Nei confronti di Scialfa, indagato per peculato, falso e truffa aggravata, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche perquisito altri tre consiglieri regionali indagati nell'ambito della stessa indagine: si tratta di Marilyn Fusco e Stefano Quaini entrambi ex Idv, e di Maruska Piredda attuale capogruppo in Regione dell'Idv. Perquisizioni domiciliari a Genova e nelle provincie di Savona, Milano e Pistoia, nelle abitazioni di Fusco, Quaini, Piredda, indagati per falso documentale, peculato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i consiglieri regionali indagati avevano rendicontato tra i costi personali sostenuti con i contributi della Regione Liguria spese non pertinenti all'attività politica o di funzionamento del gruppo per un importo di poco superiore a 100 mila euro.
SPESI 70MILA EURO SENZA GIUSTIFICAZIONI - La Procura contesta a Scialfa di essersi appropriato di 70 mila euro usciti dai fondi del gruppo senza giustificazioni. In particolare Scialfa, per comprovare l'uscita dei soldi, avrebbe falsificato le firme di consiglieri regionali nonché anche del tesoriere Giorgio de Lucchi, anche lui indagato.
Scialfa, che all'epoca dei fatti era capogruppo dell'Idv, ora consigliere del gruppo Diritti e Libertà, nato dalla scissione interna al partito di Di Pietro, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare chiesta dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e firmata dal gip Roberta Bossi. E' accusato di peculato e falso in atto pubblico.
UN ANNO FA SCIALFA DISSE: "SONO INNOCENTE" - "Mi sento male ma non mi dimetto. Sono innocente, se ho fatto errori di valutazione ne parlerò con i giudici e mi assumerò tutte le mie responsabilita'''. Così, esattamente un anno fa, l'allora vicepresidente della Regione Liguria Niccolo' Scialfa, commentò l'iscrizione da parte della Procura di Genova del suo nome nel registro degli indagati.
"Mi sento in un tritacarne ma sono sereno riguardo a quello che ho fatto - aggiunse Scialfa -. Si parla di uso disinvolto dei soldi dei gruppi? In passato certe spese erano legittime e opportune, poi le stesse spese sono diventate legittime ma inopportune".
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i consiglieri regionali indagati avevano rendicontato tra i costi personali sostenuti con i contributi della Regione Liguria spese non pertinenti all’attività politica o di funzionamento del gruppo per un importo complessivo pari a poco più di 100 mila euro.
L'INCHIESTA - Le spese fatte dal gruppo regionale ligure dell'Idv nel 2012 erano finite sotto inchiesta della Procura di Genova nell'autunno dello stesso anno. A gennaio 2013 scattarono gli avvisi di garanzia per peculato per quattro ex consiglieri regionali del partito e due funzionari: la capogruppo Maruska Piredda, l'allora vicepresidente della giunta, Niccolo' Scialfa, la ex vicepresidente Marylin Fusco (entrambi oggi in Diritti e Liberta'), il consigliere Stefano Quaini, passato poi in Sel e dimessosi alcuni mesi fa da consigliere regionale. Furono indagati anche il tesoriere del gruppo, Giorgio De Lucchi e una sua conoscente. Scialfa si dimise da vicepresidente il 31 gennaio. La Procura indagava su voci di spesa apparentemente lontane da cose che potevano rientrare nelle cosiddette "spese di rappresentanza": migliaia di euro per viaggi, parrucchieri, giochi, modellini di auto, frigoriferi, divani, casse di vino, oltre che per tablet, computer, capi di abbigliamento, cravatte. Era emerso che il gruppo aveva già speso a ottobre l'intera somma a disposizione per il 2012, 230 mila euro, al punto che vi furono problemi per pagare i compensi dei cinque dipendenti del gruppo. Ci penso' poi di tasca propria uno dei consiglieri indagati, Maruska Piredda.
L'ORDINANZA DEL GIP- L'ex vicepresidente della giunta regionale della Liguria, Nicolò Scialfa, ''ad onta del suo stato di incensuratezza, risulta coinvolto in condotte illecite predatorie e dissipatorie di risorse pubbliche, la cui realizzazione ha richiesto pervicacia nell'agire e ha lasciato emergere una totale indifferenza e spregio per gli interessi economici della collettività''. E' quanto scrive il giudice per le indagini preliminari, Roberta Bossi, nell'ordinanza di custodia cautelare.
IL COMMENTO
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