
Le fiamme gialle genovesi hanno accertato che un noto imprenditore immobiliare genovese, con la complicità di alcuni suoi stretti collaboratori, ha illecitamente sottratto da due delle sue imprese di costruzione, che si trovavano in una situazione di grave crisi finanziaria, una consistente parte del loro patrimonio, attraverso abili manovre contabili, contribuendo in tal modo al dissesto delle stesse, poi culminato con il loro fallimento. L’indebita appropriazione del patrimonio societario ammonta ad oltre 1 milione e 500 mila euro con conseguente grave danno per le imprese creditrici delle due società fallite che non hanno potuto vedere onorati i propri crediti.
I finanzieri hanno scoperto che la sottrazione delle disponibilità finanziarie delle società coinvolte nel fallimento avveniva attraverso: l’effettuazione di pagamenti preferenziali e compensazioni di crediti a favore di altre imprese collegate con la società fallita; il pagamento di artificiosi canoni di locazione;la vendita di una parte dell’azienda ad un prezzo notevolmente inferiore a al valore del suo di avviamento; la fittizia annotazione in contabilità di voci di costo. Preoccupante il risvolto sociale dell’attività delittuosa: oltre 50 i dipendenti che hanno perso il posto di lavoro.
IL COMMENTO
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