
Un’altra novità, introdotta dalla legge 65 del 24 aprile 2014, riguarda le preferenze che, come prescrive la legge, dovranno esprimere entrambi i generi: l’elettore, che può esprimere fino a tre preferenze, non potrà votare tre candidati appartenenti allo stesso sesso, ma entrambi i sessi dovranno essere rappresentati, pena l’annullamento della terza preferenza espressa.
Tanti i servizi allestiti dal Comune di Genova per consentire di esercitare il diritto al voto agli elettori con problemi di deambulazione, i disabili, gli anziani.
Gli elettori a Genova sono 497.432, circa 18.000 in meno rispetto alle elezioni europee del 2009; c’è una prevalenza femminile di circa 34.000 unità, ma il dato si inverte nei 6617 giovani elettori che votano per la prima volta, dove le ragazze sono 3135 a fronte di 3482 maschi, che questa volta superano le femmine di 347 unità. Gli elettori centenari sono 341, di cui 296 donne e 45 uomini.
I seggi elettorali sono 653, compresi 14 seggi speciali (in luoghi di cura o nelle carceri) e 134 privi di barriere architettoniche.
I presidenti di seggio sono 667 e 2640 gli scrutatori, molti dei quali hanno dato spontaneamente la loro disponibilità nonostante i compensi siano decisamente bassi. Sono 285 i dipendenti comunali coinvolti direttamente nelle operazioni di voto: 182 gli addetti ai plessi, 88 i telefonisti addetti al call center del centro prime notizie e alla digitazione delle preferenze e 15 i dipendenti esperti per rispondere ai quesiti posti dai seggi. Quest’anno, per la prima volta, oltre ai consueti incontri con i presidenti di seggio, si sono svolti incontri “formativi” particolarmente dedicati agli scrutatori di prima nomina che, per la cronaca, sono 386 ovvero il 14,6 per cento del totale.
IL COMMENTO
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