cronaca

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Inizieranno oggi gli interrogatori di garanzia per i tre dirigenti del Centro fiduciario arrestati dalla Guardia di finanza seguendo un filone dell'inchiesta sulla maxi truffa alla banca Carige che aveva già portato all'arresto di sette persone tra le quali l'ex presidente della banca Giovanni Berneschi e la nuova Francesca Amisano. I due sono destinatari di una nuova ordinanza di custodia ai domiciliari.



I pm Nicola Piacente e Silvio Franz sentiranno, nel carcere di Marassi, il direttore generale del centro Antonio Cipollina, il suo vice Gianmarco Grosso e il responsabile antiriciclaggio Marcello Senarega. Intanto le attenzioni delle fiamme gialle sono concentrate sui clienti 'vip' della fiduciaria di via XX Settembre. Secondo gli inquirenti, i vertici della controllata avrebbero sistematicamente nascosto all'ufficio dell'Antiriciclaggio della Banca d'Italia affari definiti "opachi" e realizzati con "capitali di provenienza illecita o frutto di possibile evasione fiscale" Nel mirino degli investigatori sono finiti i famosi 13 milioni di euro che Berneschi ha fatto rientrare dalla Svizzera con lo scudo fiscale. Operazione di per sé non illecita, ma che l'ex presidente di banca Carige ha fatto intestando le somme alla moglie e alla nuora, Francesca Amisano. Ma non solo. Gli inquirenti stanno vagliando anche il caso legato al crac Transitalia Logistic: secondo gli inquirenti nella fiduciaria sarebbero stati 'nascosti' dall'imprenditore Vincenzo Scalise 700 mila euro, soldi che secondo i pm furono sottratti dal fallimento. L'interesse degli investigatori è legato a una serie di intercettazioni ambientali captate proprio negli uffici della fiduciaria in cui i vertici parlavano di fare sparire certi documenti contenuti nei fascicolo di alcuni clienti. Le misteriose sparizioni, hanno scoperto gli inquirenti, erano avvenute alcuni giorni prima delle ispezioni dell'Uif. Nelle intercettazioni ambientali si sentono le voci dei tre arrestati che dicono "distruggi quel documento" o "fallo sparire", mentre in sottofondo si sente il rumore del trita carte. Gli arrestati sono stati intercettati fino al giugno scorso e ciò ha permesso di accertare agli investigatori che la distruzione dei documenti è cominciata subito dopo i sette arresti compiuti a maggio nell'ambito dell'inchiesta sulla truffa alla banca.