
La discesa dei prezzi dei beni, il cui valore tendenziale a giugno risultava pari a -0,5%, evidenzia i primi segnali di un processo di deflazione in corso imputabile alla consistente diminuzione dei prezzi degli alimentari non lavorati. Infatti i generi ortofrutticoli freschi, che hanno beneficiato delle favorevoli condizioni climatiche, hanno favorito la discesa dei prezzi, non solo dei prodotti stagionali, ma anche di quelli commercializzati nel corso di tutto l’anno.
Hanno contribuito, altresì, a tale risultato, anche se in misura minore, le decelerazioni della crescita su base annua dei prezzi degli alimentari lavorati, dei beni energetici non regolamentati e delle tariffe energetiche.
A giugno, invece, si registrano valori positivi dei tassi tendenziali dei prodotti a media e bassa frequenza di acquisto (rispettivamente 1,1% e 0,5%): sulla crescita dei primi pesano i rincari delle tariffe legate ai costi dei servizi pubblici locali; sui secondi influisce la timida ripresa degli acquisti nel settore dell’auto e in quello dei mobili e articoli di arredamento.
Deflazione piena, insomma, con la debolezza della domanda interna che figlia anche delle basse quotazioni del petrolio e in generale delle materie prime. Nel permanere della crisi del mercato del lavoro e di un contesto di forte apprezzamento dell’euro è difficile ipotizzare una crescita futura che riporti i prezzi verso livelli più elevati.
IL COMMENTO
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