cronaca

Il comandante Giacomazzi ultimo ad abbandonare la nave
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Sono con molta probabilità tre autotrasportatori napoletani le tre vittime italiane dell'incendio avvenuto a bordo del traghetto Norman Atlantic. Lo si è appreso da fonti vicine agli ambienti investigativi. I tre corpi potrebbero essere a bordo della nave San Giorgio diretta a Brindisi.

"E' presumibile che altre vittime siano ancora sul relitto". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe che sta incontrando i giornalisti nella Capitaneria di Porto, a proposito del traghetto Norman Atlantic. Volpe ha aggiunto che i telefonini privati dei naufraghi sono stati acquisiti nell'ambito delle indagini della procura di Bari sull'incendio che si è verificato a bordo. Il comandante della nave, Argilio Giacomazzi, e l'armatore, sono indagati per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

MORTI DUE MARINAI - Nelle manovre di aggancio sono però morti due marinai del rimorchiatore albanese. Un altro membro dell'equipaggio sarebbe rimasto gravemente ferito. Le vittime sono state colpite da un cavo che si è spezzato durante le manovre di aggancio.

VITTIME E DISPERSI - Sono dieci le vittime accertate nel disastro. I dispersi sarebbero 38, secondo l'edizione online del settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli. Il comandante Argilio Giacomazzi ha lasciato il traghetto per ultimo.Ieri il presidente del Consiglio Renzi ha detto che 'come tutti i comandanti seri è l'ultimo ad abbandonare la nave'. La conferma del bilancio è arrivata anche dalla Guardia Costiera mentre, con un tweet, la Marina Militare ha annunciato che, ieri il comandante, Argilio Giacomazzi, che era rimasto a bordo insieme a quattro ufficiali della Marina.

LA TELEFONATA A CASA - "Sto bene, state tranquilli, è finito tutto: tra poco torno a casa". Con queste parole il comandante della Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, ha tranquillizzato la moglie e la figlia, con una telefonata arrivata poco dopo le 16 di ieri nell'abitazione di famiglia, a Cadimare, nello spezzino. La telefonata è durata un paio di minuti ed ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla famiglia e a un'intera comunità. Voce stanca ma sollevata, riferisce chi ha ascoltato la telefonata, Giacomazzi ha rincuorato i famigliari: "Ora sono in posto sicuro, non vedo l'ora di vedervi" ha detto al telefono alla figlia Giulia e alla moglie Paola. Una pagina facebook a supporto di Argilio Giacomazzi, il comandante spezzino del Norman Atlantic, è comparsa organizzata da amici e colleghi e da chi "crede che Argilio ce la farà". Tra i tanti messaggi di solidarietà, incitamento e affetto quelli di ex colleghi: "facci vedere a tutti come si gestisce il proprio equipaggio in una situazione di emergenza e panico". E ancora: "lei rappresenta il riscatto di tutta la Marineria italiana del dopo Costa Concordia". E infine: "Schettino guarda e impara!".

IDENTIFICAZIONE DELLA PRIMA VITTIMA - E' fallita l'identificazione della salma della prima vittima dell'incendio al traghetto Norman Atlantic che si pensava fosse il marito della donna greca Teodora Douli, ricoverata a Galatina. Quello che si riteneva fosse il figlio della vittima - l'unica finora giunta in Italia - è stato accompagnato all'obitorio dell'ospedale Perrino dove non ha riconosciuto la salma. Il ragazzo, Labros Doulis, ha riferito che il padre si chiama Georgios e ha 67 anni.

LE TESTIMONIANZE - "Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me". Lo ha detto ai giornalisti un uomo di nazionalità turca, appena sceso dalla nave mercantile che lo ha portato nel porto di Bari. La procura di Bari ha aperto un fascicolo per naufragio colposo per l'incendio a bordo del traghetto Norman Atlantic. Il procuratore, Giuseppe Volpe ha precisato che si tratta di una prima configurazione di reato. "Io e mio marito siamo stati più di 4 ore in acqua: ho tentato di salvarlo ma non ci sono riuscita, lui mi diceva 'moriamo, stiamo morendo'": così il racconto di Teodora Douli, di 56 anni, greca, moglie del 62enne morto durante le fasi successive all'incendio divampato a bordo del traghetto, al largo delle coste albanesi.
 
IL BILANCIO - Sono 66 i naufraghi del traghetto Norman Atlantic ricoverati negli ospedali del Salento. Gli ultimi sono un gruppo di sette uomini di nazionalità greca, trasportati alle prime luci dell'alba da un elicottero della Marina militare all'aeroporto militare Cesari di Galatina e da qui trasferiti da personale del 118 negli ospedali di Lecce, Tricase e Scorrano. Poco prima al porto di Otranto era arrivato un gruppo di quattro italiani, tutti ricoverati all'ospedale di Casarano. Sono militari della Capitaneria di porto intossicati dal fumo durante le operazioni di soccorso al traghetto Norman Atlantic. Il più grave è un uomo con insufficienza respiratoria. A Brindisi sono giunti invece in tutto 16 feriti, 9 dei quali sono stati dimessi. Due adolescenti greche, anch'esse sole in Italia per ricevere soccorso, sono state temporaneamente affidate a una famiglia brindisina in attesa che siano localizzati i parenti. A Galatina invece sono ricoverati 11 naufraghi, 7 nel reparto di emergenza e 4 negli altri reparti. I

PROPRIETARI DEL TRAGHETTO - I cantieri navali Visentini di Porto Viro, che hanno varato nel 2009 la 'Norman Atlantic', sono specializzati nella costruzione di grandi navi traghetto tipo Ro-Pax, utilizzate da molte compagnie marittime nel Mediterraneo e nei mari del Nord Europa. La Visemar Navigazione, proprietaria del traghetto in fiamme al largo dell'Albania, è una società di uno dei due gruppi risultanti dalla scissione della famiglia Visentini, nel 2007. Dal 1964 ad oggi dai cantieri polesani sono uscite 230 navi. in una nota Confitarma ha sottolineato che "la Norman Atlantic - una nave conforme a tutte le regolamentazioni internazionali, costruita solo da cinque anni in uno dei migliori cantieri del mondo specializzato proprio nella costruzione di traghetti e da sempre di proprietà degli Armatori Visentini - era in ottime condizioni sotto il profilo della sicurezza, come comprovato proprio dalla recente visita tecnica che aveva messo in evidenza, in un quadro di eccellenza delle sue dotazioni, soltanto marginalissime misure da migliorare, nessuna delle quali ritenuta, anche lontanamente, un pericolo per la sicurezza della navigazione".