
Al centro del dibattito il documento, pubblicato nei giorni scorsi, con il quale gli esperti scelti dal Ministero dei Trasporti hanno riepilogato le priorità di intervento del settore, a partire dalla pianificazione strategica fino alla razionalizzazione del sistema di governance degli scali, passando per l’intermodalità e l’integrazione tra sistema portuale e mondo imprenditoriale e la specializzazione dei porti.
Sullo sfondo anche temi spinosi come la fusione delle autorità portuali, che in Liguria tiene banco sull’asse Genova-Savona, la creazione di un’agenzia unica nazionale dei e il superamento delle compagnie, che però sempre perdere consistenza. L’auspicio è che il confronto tra ministero e operatori possa individuare priorità precise, obiettivi e tempi di intervento.
Finora sui porti si è agito con grande ritardo, con una riforma del settore attesa da anni ma ancora ferma al palo. Il ministero ha scelto di cambiare metodo e di spostare il dibattito dai tavoli della politica, non sempre all’altezza vista la complessità dei temi, a quelli degli operatori e di chi lavora nel settore. Un confronto che dovrà indicare il futuro del settore e che la Liguria, con tre scali di livello nazionale nel giro di 150 chilometri, segue con attenzione.
IL COMMENTO
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