
Questo indizio complica la posizione di Bossetti, che di recente si è visto respingere un'istanza di scarcerazione dal gip di Bergamo. Il difensore dell’uomo, Claudio Salvagni, aveva incentrato la richiesta sui dubbi riguardanti i risultati dell'esame sul dna mitocondriale. Il gip aveva spiegato che, dal punto di vista forense, rilevava l'esito del dna nucleare e quello era certamente del muratore a carico del quale, ora, spunta questo nuovo indizio sulla scorta del quale la ragazza sarebbe effettivamente salita sul furgone che, secondo gli investigatori, risulta essere stato per circa un'ora intorno alla palestra di Brembate dalla quale Yara sparì proprio il 26 novembre del 2010.
La tredicenne fu trovata uccisa esattamente tre mesi dopo in un campo di Chignolo d'Isola. Gli investigatori avevano fatto analizzare le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona a degli esperti dell'Iveco ed erano giunti alla conclusione che, per alcune caratteristiche particolari del mezzo, quello fosse proprio di Bossetti. La difesa del muratore affronterà il 25 febbraio un'udienza in Cassazione per una nuova richiesta di scarcerazione.
IL COMMENTO
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