
L'arsenale messo in campo da Mario Draghi per raggiungere l'obiettivo è portentoso: un potenziale di 1.140 miliardi di euro. L'Italia dal Qe, secondo la Cgia di Mestre, dovrebbe ricevere fino a 150 miliardi di euro. Vi rientreranno gli Abs e le obbligazioni garantite, e un 12% sarà in titoli di istituzioni europee, ma il grosso è costituito da titoli di debito pubblico, e rigorosamente sul solo mercato secondario per non violare il divieto di finanziamento monetario. Sarà possibile acquistare anche bond sovrani con rendimento negativo, ma non al di sotto del tasso Bce sui depositi che al momento e' pari a -0,20%. I mercati sembrano galvanizzati nonostante la mina greca.
Lo spread è sotto i 90 punti (ai minimi dal maggio 2010), i titoli della 'periferia' sono ai minimi storici di rendimento e l'euro sotto 1,10 dollari a livelli mai visti in 11 anni. E vede positivo anche il premier, Matteo Renzi che sottolinea che per l'Italia, nel primo trimestre, è probabile che il Pil torni positivo dopo decine di rilevazioni negative.
Il Qe è suddiviso fra l'Eurotower e gli istituti nazionali (l'80% dei rischi è in capo a loro) che svolgeranno il grosso degli acquisti. Non c'è frenesia ma è stato comunque un fine settimana di lavoro per fare in modo che la 'macchina' funzioni alla perfezione. A Francoforte c'è un direttorato denominato market operations, di cui fanno parte circa 180 persone, che segue, analizza e opera su obbligazioni e liquidità. Un team di una decina di persone, che fa capo alla divisione 'euro area bond markets', effettuerà tecnicamente il Qe. Francoforte che sorveglierà attentamente gli istituti nazionali con un monitoraggio continuo per fare in modo che vengano rispettate le quote pari al capitale di ciascun paese nella Bce, acquisterà solo titoli che hanno una scadenza tra due e 30 anni e con un rating di 'investment grade'. Quindi tagliata fuori la Grecia fino a quando non verrà ripristinata la deroga sui bond ellenici.
IL COMMENTO
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