
Una sfida di peso, se si considera che oggi quasi un milione di container diretti al nord Italia transito da Rotterdam o Amburgo aggirando gli scali della Liguria. Una stima, quella degli spedizionieri, che fotografa le potenzialità di crescita dei porti della nostra regione. Tutto questo senza contare gli oltre 10 milioni di Teu che ogni anno sono diretti nel centro Europa e che potrebbero anch'essi transitare, almeno in parte, a Genova, La Spezia o Savona.
“Il porto di Genova si presenta come un eccellenza europea, uno scalo multifunzione e multimerce che oggi si candida a diventare il gateway privilegiato per la merce diretta in Europa. Ho riscontrato un grande interesse degli operatori anche per il nostro nuovo piano regolatore portuale e per il progetto del Blue Print di Renzo Piano”, dice Luigi Merlo.
““E’ giunto il momento di rompere vecchi schemi e pregiudizi sul nostro Paese e sul nostro sistema portuale .Ormai non ci sono più ragioni perché i porti della sponda sud del Mediterraneo, e quello della Spezia in particolare, non possano essere scelti come porte di accesso ai mercati del Centro Europa. Siamo all’avanguardia nei processi di informatizzazione, con il preaclearing abbiamo dimezzato il dwell time , abbiamo potenziato l’intermodalità e siamo competitivi con i costi”, rincara Lorenzo Forcieri.
Gian Luigi MIazza, dal canto suo, sottolinea come “ le strategie di sviluppo seguite dall’Autorità portuale di Savona in questi anni hanno in qualche modo precorso i tempi, mettendo in atto iniziative per valorizzare i punti di forza dello scalo e del territorio circostante; oltre i profondi fondali, linee ferroviarie verso l’hinterland con buoni margini di capacità e spazi retroportuali disponibili per attività di logistica. Così si inserisce il progetto della piattaforma multipurpose a Vado Ligure”.
IL COMMENTO
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