
Briano ripercorre anche l’esperienza da assessore con delega alla Protezione civile e qui “assolve” il suo successore Paita: “Quando dice che l’allerta non toccava a lei dice il vero, secondo le procedure previste, però io avrei comunque difeso gli uffici, sul cui potenziamento e miglioramenti restai inascoltata”. Briano difende anche la legge che consente di costruire fino a tre metri dai corsi d’acqua, però puntualizza: “Nasceva come miglioramento della situazione preesistente in termini di pulizia idraulica, poi forse non ne è stato fatto un utilizzo coerente, visto che è stata usata anche per favorire costruzioni o ampliamenti di supermercati, cosa alla quale io sono da sempre contraria”.
Ma di fronte a queste cose, allora, perché non si è dimessa? Alla domanda, l’europarlamentare risponde di aver valutato che “le battaglie si combattono dall’interno, tanto è vero che pur avendo sostenuto Civati alle primarie nazionali e Cofferati a quelle regionali io non li ho seguiti nella loro uscita dal partito, che pure mi ha molto amareggiato, e il 31 maggio ho votato Pd”.
Quanto al futuro, Briano osserva che “occorre ripartire tutti insieme, cercando di rispondere alle esigenze dei cittadini comprendendone di più e meglio le aspettative e in questo senso il sindaco di Genova Marco Doria va supportato nella soluzione dei problemi, non chiamato in causa come motivo della sconfitta alle regionali. Alla stessa stregua, e a maggior ragione, allora, bisogna dire che la stessa azione del governo ha avuto dei contraccolpi, ma questo è abbastanza inevitabile, sebbene Renzi il provvedimento sulla scuola se lo potesse risparmiare, visto che poi ha aperto della modifiche. Averlo lanciato com’è stato fatto ha solo fatto un danno”
IL COMMENTO
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