
Nonostante queste premesse eravamo sicuri che lui e il centrodestra non ce l’avrebbero fatta, soprattutto quando Edoardo Rixi aveva fatto il passo indietro. Invece i liguri hanno dato fiducia ad alcune cose: intanto la faccia nuova e non arcigna e minacciosa del pupillo di Berlusconi, poi alla sua non dipendenza economica dalla politica (con o senza cadrega Toti vive lo stesso), infine alla normalità con cui ha affrontato una campagna elettorale impossibile che si è distinta per le aggressioni verbali tra candidati.
Ora l’errore tragico che fa il Pd, a meno che Renzi non riesca a spiegarlo ai locali che hanno sbagliato tutto, è di gufare contro Toti e la giunta che riuscirà a mettere in piedi. Il rischio è che se quelli del Pd non capiranno che devono fare le persone serie con una opposizione decisa ma costruttiva, cioè non contro Toti a prescindere, perderanno l'occasione di ricostruirsi in Liguria, ma rischieranno di andare a una bruciante e tremenda sconfitta anche a Genova, quando nel 2017 si svolgeranno le elezioni comunali.
Toti può riuscire a governare laddove negli ultimi cinque anni sono stati commessi montagne di errori. Per esempio dando una linea radicalmente nuova in una sanità vecchia e fatta di compromessi, ai quali, purtroppo, molti medici si sono adattati. Ma anche nelle infrastrutture, in una politica portuale avanzata e non legata a schemi di comodo, facendo sentire la voce della Liguria in un modo nuovo, non schiavo di rituali ammuffiti e inutili. O legato a consorterie di piccoli poteri economici, finanziari e sindacali.
Il “giovane Toti” proprio per questa sua “novità” reale, può farcela, magari studiando un po’ di storia locale. Confondere Novi (ligure o non ligure?) non è così grave quanto ceffare un’allerta meteo.
IL COMMENTO
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