
"Sabato sera, durante l'evento 'Notte di Luce' promosso dall'Ateneo, i Goliardi capitanati dal Serenissimo Doge Paganus De Federiciae II, hanno preso in custodia il vessillo che svettava solitario e privo di considerazione all'evento", scrivono i Goliardi. Nei prossimi giorni verrà sottoposto al Magnifico Rettore, Paolo Comanducci, il tradizionale papiro di riscatto, con la richiesta di un pagamento simbolico in Bacco, Tabacco e Venere.
Pare che i goliardi abbiano intenzione di chiedere 6,9 litri di champagne, 69 pacchetti di sigarette e i reggiseni autografati delle docenti del Senato Accademico. "Il rapimento goliardico - sottolinea il Doge - non vuole danneggiare in alcun modo né il gonfalone, né l'immagine dell'università, bensì riaprire un canale di comunicazione e di gioco tra ateneo e goliardi".
I goliardi 'rapirono' il gonfalone anche 20 anni: allora l'università pagò al Doge Francesco Maria Imperiale, un riscatto fatto dai reggiseni autografati da alcune docenti di giurisprudenza. "Per noi non c'è alcun gesto goliardico in questa azione - dice il portavoce del rettore Luca Sabatini - se riportano in fretta il gonfalone è meglio, evitiamo di trasferire l'accaduto in altri ambienti. I goliardi si sono autodenunciati di furto aggravato. E chiedere i reggiseni è fuori luogo, è una richiesta sessista".
Ma il Doge replica: "La nostra richiesta di riscatto è sessista? In realtà la volontà di chiedere i reggiseni autografati delle docenti è solo una indiscrezione giornalistica: noi stiamo pensando di chiedere anche le mutande dei docenti uomini".
IL COMMENTO
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