cronaca

"Detenuto isolato solo dopo venti giorni dai primi sintomi"
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Dopo il caso sopetto di tubercolosi polmonare nel carcere spezzino di via Fontevivo, vittima un detenuto 30enne di origini maghrebine, il segretario regionale della Uil Penitenziari Fabio Pagani lancia l'allarme:

"I sintomi sono effettivamente riconducibili aTBC Polmonare, così come certificato dai medici del carcere e confermato dai medici del nosocomio della Spezia dove è stato ricoverato nel reparto malttie infettive del S. Andrea il 30 ottobre e dimesso per motivi di sicurezza il 31 Ottobre".

"Sembrerebbe infatti - spiega Pagani - che il detenuto avesse dato in escandescenze rompendo vetri e suppellettli all’interno dell’Ospedale.  Non è possibile accorgersi dopo venti giorni che il detenuto fosse affetto da tale grave patologia contagiosa. Da Tempo La UIL Penitenziari denuncia l'emergenza sanitaria nelle carceri della Liguria e non poteva mancare all'appello anche il carcere di via Fontevivo".

"Si teme il contagio - aggiunge Pagani - e soprattutto che la malattia possa diffondersi all'interno dell'istituto di pena e non solo tra la popolazione detenuta. A rischio è soprattutto la Polizia Penitenziaria. Il detenuto ha fatto ingresso alla Spezia il 3 ottobre - continua il sindacalista della UIL - e solo dopo circa venti giorni è stato isolato per presunta Tbc".indignato

Pagani sollecita nuovamente il direttore della Casa Circondariale spezzina e i vertici dell'Amministrazione Penitenziaria "sperando che si convincano una volta per tutte a intervenire intensificando i controlli sanitari soprattutto nei confronti dei nuovi giunti e garantendo la dovuta profilassi".

"Informerò per le vie brevi - conclude Pagani - e chiederò di incontrare l'Assessore regionale alla Sanità Viale, poiché la gestione della sanità stessa all'interno delle carceri liguri non è più tollerabile. Queste gravi defezioni mettono a serio rischio la sicurezza e la salute dei baschi blu, già messa in ginocchio dalla carenza in organico e dal sovraffollamento delle strutture, il cui tasso in Liguria è oggi del   129,58%. Si tratta, al di là dell'aspetto sanitario, di una questione umanitaria e sociale che attiene alle coscienze e alle responsabilità di ognuno".