
Ispirati dal sigillo settecentesco del misterioso Rafayel, recentemente donato al Museo dalla famiglia Fiocchi, i partecipanti impareranno la secolare ed un po’ magica tecnica turca dell’ebrù (che permette di disegnare sull’acqua), realizzando carte “a piume” o “marmorizzate”, come le pagine dei documenti più importanti dei sultani di Costantinopoli.
Domenica 22 novembre alle ore 15.30 il Museo del Castello propone ai bambini il laboratorio dedicato alla Preistoria dal titolo “La borsa del cacciatore”. Nell’occasione i bambini guidati dall’archeologo e da un’operatrice della Coop Zoe
dipingeranno sulla borsa di juta neolitica usando i misteriosi motivi ritrovati nelle grotte di Porto Badisco in Puglia.
Sono circa 3 mila i pittogrammi raffigurati sulle pareti della grotte: danze rituali, scene di caccia, simboli astratti ancora da decifrare. I partecipanti potranno poi entrare in una grotta neolitica e decorare le sue pareti.
IL COMMENTO
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