
Il Genoa si presenta con la formazione tipo, Pavoletti in mezzo a Lazovic e Gakpè pronti a far divertire. Dopo appena 6 minuti, il centravanti rossoblù stende Gagliolo in area su una palla ferma. Rosso diretto, nulla da dire. Eppure le cose sembrano mettersi nel verso giusto quando Figueiras, pochi minuti dopo, sfrutta bene un rimpallo e porta il Genoa in vantaggio. I rossoblù in dieci non riescono ad essere incisivi e lasciano al Carpi larghi spazi di manovra. Partita non noiosa, ma non è il Genoa che ci si aspettava.
Un giro negli spogliatoi e si ricomincia. Il Grifone sembra più frizzante, Lazovic sforna palle pericolose. Castori aspetta il momento giusto e manda in campo Borriello, uno che i tifosi del Genoa si ricordano bene dai tempi del ritorno in serie A. E la punizione arriva puntuale: al 56' Marco Borriello prende la mira e batte Perin sul palo più lontano. Doccia fredda per il Genoa, che abbozza una reazione ma non combina niente. La difesa pasticcia, Perin rimedia come può. Tutto prelude al ribaltone emiliano, che arriva all'80' con un gol di Zaccardo. Il Genoa spera di raddrizzare la partita negli ultimi minuti, ma stavolta il trucco non riesce e si torna a casa col sacco vuoto.
Inutile suonare allarmi, ma il Genoa visto oggi al Ferraris è sembrato piuttosto acerbo. I peccati di presunzione restano un limite, sia per i singoli (Pavoletti espulso in circostanze quasi infantili, soprattutto a inizio gara) sia per il gruppo, che con una compagine non irresistibile ha mostrato troppi lati deboli. L'altro grande assente era Perotti, ma non si può dire che Gakpè non abbia fatto un buon lavoro. Tutti elementi di cui far tesoro in vista della gara di sabato sera, al San Siro contro l'Inter.
IL COMMENTO
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