
Il riassunto della sfida dell'Olimpico è soprattutto in quel passaggio a inizio ripresa, dopo il gol di Diego Perotti e la reazione blucerchiata che porta alla punizione di Fernando deviata da Pjanic e alle altre occasioni per agguantare il 2-2 che alla fine sarebbe stato anche meritato come certificato dallo stesso Spalletti a fine gara.
Quel che preoccupa, però, è proprio l'aspetto caratteriale della squadra di Montella: è vero, la Roma è una delle big del campionato, i punti contro i giallorossi se si fanno sono benedetti e conquistati ma è pur vero che con un atteggiamento più aggressivo fin dall'inizio i blucerchiati, complice una difesa avversaria tutt'altro che irresistibile, avrebbero potuto dire la loro.
E invece ci si deve aggrappare anche alla sfortuna, a quella traversa di Cassani al 93' che ha negato il 2-2 alla Samp, al contrario di quanto accaduto, sempre al 93' o giù di lì mercoledì scorso al torinista Belotti.
La classifica piange, l'Atalanta, domenica prossima dovrà essere passaggio fondamentale e vincente per sfruttare un turno in cui Carpi e Frosinone potrebbero fermarsi ancora una volta. Servirà però più determinazione sotto porta ( e l'ingresso di una vera prima punta come Quagliarella è stato in questo senso molto importante), ma serve anche una svolta caratteriale che solo Montella può dare.
I numeri sono impietosamente contro di lui, ma il tecnico deve adesso trovare la soluzione per evitare di soffrire fino all'ultimo in una stagione partita storta da quella maledetta notte europea a Torino e proseguita tra affanni sul campo, confusione nel mercato e in società dove si naviga a vista e la programmazione è un'utopia.
IL COMMENTO
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