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Dopo la sentenza del Tar Liguria. "I lavori non partiranno"
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Altro che vittoria del fronte del si. Dopo la pronuncia del Tar Liguria, i commercianti che hanno proposto il ricorso contro l'isola pedonale di Via Cascione non condividono la lettura data in queste ore del verdetto. A fronte dei toni trionfalistici adottati da una parte dei favorevoli all'opera (a partire dal sindaco Carlo Capacci), loro ritengono infatti che, sentenza alla mano, la decisione dei giudici liguri possa essere letta soltanto come un loro successo.

A prendere la parola è l'avvocato Daniele Granara, che si è occupato della vicenda per conto proprio dei commerciati contrari al progetto del Comune e che, con un comunicato, chiede di "ristabilire la verità". "Il ricorso è stato accolto - spiega - , con riferimento all'importantissimo aspetto ambientale e paesistico, e sono stati annullati l'autorizzazione paesistica illegittimamente rilasciata dal Comune di Imperia ed i pareri della Soprintendenza, avendo il T.A.R. giustamente ritenuto che le Amministrazioni sono incorse in un grave vizio istruttorio, non avendo valutato la compatibilità paesistica, ambientale e monumentale dell'intervento di pedonalizzazione proposto". Tradotto, questo significa che i lavori non potranno partire.

L'avvocato Granara commenta anche la parte del ricorso non accolto dal Tar. Si tratta di aspetti "del tutto residuali rispetto alle predette fondamentali ragioni - afferma -, riguardando l'assetto meramente urbanistico, che secondo il Tar avrebbe dovuto essere oggetto di impugnazione nel 2007". Sotto questo fronte, c'è da ricordare che non è stata esclusa dai ricorrenti - a partire dal primo firmatario Antonio Gagliano - la possibilità, se necessario, di andare davanti al Consiglio di Stato.

"Mi sembra che sia un risultato comunque positivo che impedisce l'esecuzione dei lavori", ha commentato inoltrea Primocanale il legale, che ha spiegato perché ritiene che il Comune non abbia la possibilità di ottenere le autorizzazioni necessarie alla partenza dei lavori. "C'è una incompatibilità evidente tra quest'opera e vincoli, che sono di vario tipo, sia generali che speciali, di natura paesistica, ambientale e anche monumentale".