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I grillini vogliono vederci chiaro: "Il Partito Unico protegge i suoi sponsor"
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Il Movimento Cinque Stelle ha preparato le sue sei domande a Raffaella Paita e Giovanni Toti sui finanziamenti elettorali per le Regionali 2015. "Un silenzio assordante aleggia in Regione Liguria", dicono i pentastellati, accusando il "Partito Unico" di voler "proteggere quanto ha di più caro: i propri sponsor e donatori. Quelli che, più o meno alla luce del sole, investono decine di migliaia di euro nella politica".

"Ma chi sono davvero i mister X e le società Y che pompano le casse dei partiti? Quali sono le lobby liguri che da decenni, direttamente o indirettamente, determinano l’indirizzo politico della nostra regione, attraverso comitati, associazioni, fondazioni note o meno note?", si chiedono i grillini in Regione. Ecco, dunque, le sei domande pubblicate in una nota

Caro Presidente Toti:

1) Chi è il “giovane professionista della finanza” dietro alla Synarka Advisor Sa, anonima società svizzera che ha finanziato con 5mila euro la sua campagna elettorale, salvo poi essere liquidata subito dopo le elezioni?
2) Le sembra opportuno ricevere 15mila euro da un imprenditore condannato in appello a 6 anni per bancarotta fraudolenta?
3) Trova conveniente accettare 5mila euro da un’azienda, il cui proprietario sosteneva l’associazione Maestrale di Claudio Burlando ed è stato indagato per irregolarità fiscali?
4) Chi ha finanziato la sua fondazione Change per sostenere le prossime campagne elettorali del centrodestra?

Cara Raffaella Paita:
1) Da dove arrivano, nel dettaglio, i 79mila e 500 euro genericamente attribuiti al Comitato Raffaella Paita presidente?
2) Chi si è occupato della raccolta fondi per la sua campagna elettorale, dal momento che nessuno ufficialmente fornisce dettagli sui finanziamenti ricevuti e gli incaricati ufficiali risultano irrintracciabili?