cronaca

Continua la chiusura delle scuole, tra le cause il calo demografico
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Non si ferma la chiusura delle scuole cattoliche a Genova e provincia. Angela Galasso, presidente della Fism Liguria (Federazione Italiana Scuole Materne), parla di "situazione drammatica".

Padre Giuseppe Oddone, presidente Fidae Liguria, Federazione Istituti di attività educative, spiega che "la crisi delle scuole cattoliche è un dato evidente".
Per le scuole materne, "per quanto riguarda la provincia di Genova - ha affermato Galasso - dobbiamo segnalare almeno una decina di chiusure, tra questo ed il prossimo anno scolastico, su 100 istituti complessivamente, ed il fenomeno non accenna ad arrestarsi". Infatti, "la tendenza al calo degli alunni, per quanto riguarda le materne, è legata sia alle maggiori difficoltà economiche delle famiglie che al grave calo demografico, assolutamente non compensato dalle famiglie migranti".

Sul versante delle scuole superiori, padre Oddone ricorda che: " oltre alle Gianelline di San Fruttuoso, ha chiuso il Liceo Scientifico dei Somaschi di Rapallo nel 2013, come pure il Liceo scientifico dei Salesiani di Sampierdarena 2015. Lo Champagnat di Genova ha deciso di vendere parte degli impianti sportivi, ma non di chiudere la scuola proprio per fedeltà al proprio carisma".

Tra le cause delle chiusure anche la riduzione del personale religioso, l'aumento dei costi di gestione, la necessità di continui investimenti strutturali, didattici e la continua riduzione dei contributi statali. "Quanto lo Stato versa per le scuole paritarie e per la secondaria di primo grado e di secondo grado è poco più che un'elemosina" ha spiegato ancora padre Oddone. L'unico istituto che per il momento si salva è quello dei padri Emiliani di Nervi che ha ampliato la sua offerta formativa.

Neppure la cosiddetta 'Buona scuola' sembra poter invertire la tendenza. Anzi, se possibile, l'ha ulteriormente aggravata perché, come ricorda Galasso, "i contributi sono sempre più esigui e sempre più incerti, il personale docente è fagocitato dalle assunzioni nelle scuole statali, le richieste continue di adempimenti sempre più onerosi".