
Capita così che il capogruppo PD Simone Farello (l’uomo che si vanta pubblicamente di aver tappezzato Genova di aree blu ai tempi in cui era assessore al Traffico), dopo aver tenuto a galla per quattro anni la Giunta più sgangherata della storia di Tursi, si prepari a passare all’incasso con un posto di prestigio in Iren. La fedeltà paga sempre. Ma anche l’opportunismo non scherza…
C’è chi poi - come i renziani duriepuristi - getta il sasso nello stagno per sentire il rumore che fa. Simone Regazzoni da settimane lancia la supercazzola di una sua candidatura a sindaco, pronto a ritirarsi al momento opportuno, ma non senza ricevere in cambio un’equa contropartita. Emanuele Piazza (pure lui legato a doppio filo a Iren come dipendente in aspettativa: che sia un caso?) attacca il commissariamento della segreteria dem. Ma intanto, nel vuoto di potere, scala una posizione dopo l’altra fino a diventare oggi il candidato primo cittadino in pectore.
Dietro ogni dichiarazione pubblica c’è sempre una seconda lettura, come ci ha insegnato la vecchia politica, che per decenni ha scambiato le istituzioni come cosa loro, gli incarichi come poltrone da spartirsi. Sono talmente concentrati in questo esercizio di sottopotere da non rendersi conto che è in moto un’onda - anzi uno tsunami - di cittadini che è entrata (come a Roma, Torino e in altre decine di comuni) o si prepara ad entrare nelle istituzioni, per riprendersi quello che di diritto gli spetta: legalità, sicurezza, cultura, acqua e trasporti pubblici. Prima o poi gli struzzi alzeranno la testa dalla sabbia e si accorgeranno che il mondo è cambiato. Ma per loro sarà forse tardi.
*Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria
IL COMMENTO
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