
Tutti hanno beneficiato della sospensione condizionale. Secondo l'accusa i quattro, impiegati nel Centro Diurno di piazza De Ferrari (sono poi stati licenziati), avrebbero lasciato all'interno della struttura i tesserini magnetici per timbrare l'entrata e l'uscita dal servizio e, a turno, uno di loro avrebbe timbrato per gli altri tre non presenti. Avrebbero così lavorato quasi meno della metà delle ore effettivamente segnate e, di conseguenza, pagate dal Comune.
Le indagini della sezione municipale della polizia giudiziaria coordinate dal pm Federico Manotti, hanno riguardato il periodo dal 15 novembre 2014 al 13 gennaio 2015. Nei due mesi sarebbe di circa 280 il totale delle ore non lavorate dai quattro dipendenti. La vicenda si era appresa dalle riprese delle telecamere all'interno del Diurno e dagli appostamenti della polizia. Ambrosetti, Magrì e Pastorino hanno risarcito il danno. Per il Comune, costituito parte civile, il giudice ha disposto la liquidazione delle spese legali.
IL COMMENTO
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