
Una folla commossa ha partecipato al funerale laico del giornalista Roberto Pettinaroli per 18 anni responsabile delle pagine del Levante sul Secolo XIX morto martedì scorso durante un'escursione in canoa nel mare del Tigullio.
Il feretro è stato collocato nel salone della Società Economica di Chiavari gremita fin dalla prima mattinata. Tanti i ricordi presentati dal palco a dimostrazione dell'impegno sociale di Pettinaroli che lascia la moglie Arianna, la figlia Erika e sei tra fratelli e sorelle.
Fra i sentimenti prelevanti l'incredulità, come ha ricordato il primo amico a parlare, il giornalista Andrea Plebe, che con Roberto ha condiviso decenni di lavoro e l'inizio della pensione: «Questa è troppo grossa per essere vera, penso che dopo il week end ci risentiremo, per organizzare un nuovo incontro all’interno del carcere. O forse comincio a capire che non sarà così. E allora mi arrabbio con lui, perché ha deciso di partire da solo e lasciarci indietro. C’è tanto lavoro da portare a termine e mi scoccia proprio che lui non ci sia».
La nipote Maria Silvia Vaccarezza, ha ricordato "la risata esplosiva", che accompagnava "quegli scherzi continui, quel prenderci in giro. È molto difficile non credere che anche questo non sia uno scherzo, voluto per insegnarci qualcosa, magari di non aver paura della morte. Non so se ce la faremo, ma ti promettiamo che non avremo paura della vita". Quella di cui non ha avuto paura lui: "Perché ad ogni nuova iniziativa, ogni volta che chiamavi, riunivi, fondavi un’associazione, e noi pensavamo: “Ma chi glielo fa fare?”, avevi ragione tu – la riflessione di un’altra nipote Emanuela Castello – Avevi ragione perché le cose si fanno non per vedere un esito ma per mettere un seme, perché c’è “Un diamante possibile”, per citare il tuo amato Pessoa".
Il rito laico, aperto da due brani musicali suonati dai maestri Canzio Bucciarelli al pianoforte e Giulio Glavina al violoncello, ha accomunato, sempre con le parole di Plebe, «tante persone di mondi diversi, quelli che ha attraversato in una carriera lunga già ben 46 anni, anche se ne aveva solo 62».
Fra i tanti politici presenti, il sindaco metropolitano facente funzioni Antonio Segalerba con quello di Chiavari, Federico Messuti, ed una buona fetta di amministrazione, il primo cittadino di Lavagna Gian Alberto Mangiante, quello di Mezzanego Danilo Repetto, il presidente del consiglio comunale di Rapallo Mentore Campodonico, la consigliera regionale Lilli Lauro, gli ex consiglieri Luca Garibaldi e Sandro Garibaldi.
IL COMMENTO
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