Il momento è la “belinata” che i Cinquestelle hanno fatto a Bruxelles prima chiedendo un’alleanza con il falco europeista Verhofstadt, poi, respinti al mittente con freddezza, ripiegando nella Canossa di Farage dove erano prima di questa sparata a vuoto dalle molteplici interpretazioni.
Ad approfittare del momento ritenuto “favorevole” dovrebbero essere gli Altri, dal Pd messo male assai a tutti i livelli, almeno fino a quando Matteo Renzi non tornerà in campo per davvero, al centro destra berlusconiano, che non sa con chi stare e che cosa volere.
Se in sede nazionale questa ipotesi potrebbe avere un minimo di valenza, a livello locale si rivelerebbe una colossale bufala. Infatti ai genovesi che votano per il M5s e a quelli che, delusi o peggio dalla politica pensano di dare uno schiaffo alla Vecchia Città votando gli amici del concittadino Grillo, del rifiuto di Herr Verhofastadt non gliene fa un beato baffo con la B maiuscola!
Il movimentato bacino di utenza del grillismo che oscilla tra il 28 e il 32 per cento (a tutt’oggi il M5S è il primo “partito” della città) alle amministrative difficilmente si farebbe condizionare negativamente in maniera sensibile da una faccenda così politicosa da far venire i brividi anche alla Dc di Forlani & Co.
Questo bacino in fermento perenne si muove sui fatti (e i non fatti) locali: rifiuti, degrado di alcune periferie da Sampierdarena alla Valpolcevera, crisi del lavoro, giovani a spasso e vecchietti abbandonati, inquinamento, operazioni urbanistico-immobiliari, trasparenza della politica, gettoni e vitalizi, sicurezza quotidiana eccetera. Intendo dire, cose concrete che toccano la pelle di chi abita Genova più delle belinate di Di Maio e Casaleggio e delle bizze del signor Verhofstadt (che la maggioranza dei genovesi fino a ieri non sapeva nemmeno chi fosse).
Quindi gli Altri che sperano ansiosamente di “approfittare del momento” hanno ben poco da sperare. Meglio che scendano in strada. Consumino le suole delle scarpe e parlino con la ggente piuttosto che con quelli che ballano la polka sui tappeti dei palazzi di Bruxelles.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti