"Siamo molto preoccupati - denuncia Danilo Veloce, che rappresenta i commercianti - tra qualche mese inizia la stagione delle acciughe, senza mercato siamo in difficoltà e rischiamo di bruciare mesi di lavoro". Veloce tiene a precisare: "Sia chiaro, noi a Cà de Pitta vogliamo andarci. Non abbiamo intenzione di ostacolare nessuno. Ma abbiamo una grande paura di rimanere imbottigliati e di non riuscire a lavorare. E assicuro che girare di notte per magazzini non ci fa piacere".
Il Comune ha ribadito che i camion dei grossisti entreranno da piazzale Bligny mentre i furgoni avranno accesso esclusivo da via Adamoli, eventualmente con un semaforo per facilitare la svolta. I parcheggi saliranno presto a 83 e altri 20 saranno ricavati nel giro di due-tre mesi. Misure che saranno discusse mercoledì in una nuova riunione tra i dettaglianti. "Certo, ci hanno promesso tante altre migliorie, ma solo a lungo termine - continua Veloce - mentre noi il problema lo abbiamo subito".
Prossimo atto venerdì alle 17. Ci saranno il presidente Toti con l'assessore Mai per la Regione, non ci sarà invece il Comune perché il sindaco "non ritiene necessario partecipare". Il trasferimento del mercato "è stato determinato a seguito delle ispezioni della Asl 3 Genovese e delle sue prescrizioni - si legge in una nota - Il Comune ha immediatamente individuato una soluzione idonea, oggetto di intenso e serrato confronto tra i componenti della Commissione mercato ittico di Genova tra i quali l’assessore Stefano Mai in rappresentanza della Regione".
Il Comune, invece, ha dichiarato "disponibilità a programmare un incontro tra istituzioni nel caso in cui la Regione intenda intervenire con misure di finanziamento a sostegno dei mercati ittici di tutta la Liguria". Lo stesso Veloce è cauto: "Se tramite la Regione riusciremo ad avere un nuovo mercato del pesce più bello, sul mare, tra uno o due anni saremo contenti, ma adesso dobbiamo trovare una quadra col Comune. Quello sarà un incontro parallelo".
IL COMMENTO
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