
Secondo voi Doria dovrebbe dimettersi? Rispondete su Facebook.
La seduta di giunta è iniziata prima di mezzogiorno ed è finita nel primo pomeriggio senza pubblici verdetti. Il silenzio è totale, almeno di fronte ai microfoni. Forse arriverà un comunicato in serata. Fino a prova contraria, insomma, la giunta rimarrà al suo posto, consapevole di essere finita in un ginepraio. Doria e Terrile non smettono di ribadire che “i genovesi rischiano di pagare una Tari insostenibile, maggiorata del 20%”. Senza l'ingresso di un nuovo socio, dicono, si potrebbe andare fino alla liquidazione. “Noi una soluzione l'avevamo trovata – dice il segretario – ora i consiglieri che hanno voltato le spalle si devono prendere la responsabilità di quello che accadrà”.
I sindacati, dopo aver cantato vittoria, respingono al mittente le accuse. “C'erano quattro anni per trovare una soluzione, perché siamo arrivati all'ultimo minuto utile? – si chiede Stefano Scarpato, segretario regionale di Uiltrasporti – noi un accordo lo avevamo trovato a luglio, ma il Comune lo ha disatteso con lo spauracchio di fare la fine di Livorno. Probabilmente questa operazione si doveva fare a tutti i costi”. Ad agitare Uil, Cisl e Fiadel – la Cgil aveva invece firmato l'accordo – era soprattutto la perdita del controllo pubblico su Amiu in quanto Iren sarebbe entrata al 51% (in prospettiva il 69%, secondo i progetti).
Probabilmente si proverà a ritoccare la delibera - già investita da una pioggia di 63 emendamenti - per strappare i consensi necessari. Sarà l'ennesimo tentativo di mediazione interna. Dopodiché arriveranno le dimissioni? Terrile è possibilista ma perentorio: "Già ieri Doria legava il passaggio della delibera a conseguenze politiche. Ma prima si trova una soluzione per Amiu, poi si trarranno queste conseguenze. Se necessario, anche con le dimissioni. Ma non prima di avere individuato una strada alternativa per l'azienda".
Un risultato politico potrebbe però arrivare, per quanto ormai scontato: Doria dovrebbe finalmente sciogliere la riserva sulla sua ricandidatura. La spaccatura tra lui e il Pd è ormai palese e la frattura (c'è chi la chiama "tradimento") che si è manifestata nella maggioranza durante la vicenda Amiu-Iren nasce ben più a monte. Per Terrile è “l'epilogo di un'ambiguità che nasceva dalle primarie del 2012 e ci siamo trascinati lungo tutto il ciclo amministrativo. Questo voto ha chiuso una fase politica e porta a ripensare la costruzione di un campo per le prossime elezioni”. Campo che penderà sempre meno a sinistra. E quindi, se qualcuno avesse ancora dubbi: Doria non si presenterà alle comunali. O almeno non sotto le insegne del Pd.
IL COMMENTO
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