cronaca

Ora fa l'artigiano e ripara oggetti
1 minuto e 18 secondi di lettura
Il tribunale di Imperia ha respinto il ricorso presentato da Alberto Muraglia, l'ex vigile del Comune di Sanremo licenziato dopo l'inchiesta amministrativa nata da quella della Guardia di finanza sull'assenteismo in Comune. Muraglia era diventato un simbolo di quella inchiesta perché filmato mentre timbrava in mutande e tornava a casa, un alloggio all'interno del Comune.

Muraglia, divenuto artigiano (ripara oggetti) era stato licenziato per "condotte gravi, non solo dolose, ma anche fraudolente", contestava "l'indebita partecipazione di soggetti estranei all'amministrazione" (in pratica, i finanzieri), al procedimento che portò al suo licenziamento, ma il giudice Roberto De Martino ha replicato, dicendo che si trattava di deduzione generica, completamente sfornita di supporto probatorio. Finora, l'unico dipendente che ha ottenuto la revoca del licenziamento è stato l'ex capo notifiche, Mirko Norberti, che l'ha spuntata per un vizio di forma ovvero la mancanza della firma sul provvedimento disciplinare.

L'inchiesta "Stachanov" sui furbetti del cartellino al Comune di Sanremo
, nell'ottobre del 2015, mise nei guai circa 200 impiegati accusati dell'infedele timbratura del cartellino. L'inchiesta è divenuta famosa per alcune immagini fornite dalla Guardia di finanza che durante l'indagine aveva immortalato oltre a Muraglia anche un altro dipendente che durante l'orario di lavoro andava in canoa e altri che uscivano per andare al mercato. Furono 43 le misure restrittive: 35 arresti domiciliari, 8 obblighi di firma e 196 persone indagate per truffa e falso, complessivamente circa il 70% della forza lavoro dell'amministrazione comunale. L'indagine amministrativa della Commissione disciplinare del Comune si era chiusa con 32 licenziamenti, 98 sospensioni (da alcune settimane a sei mesi), 21 sanzioni, 19 rimproveri e 28 archiviazioni.