
Insomma, il braccio di ferro è destinato a continuare. In una conferenza stampa convocata a Scalinata Borghese a Genova, Cassimatis ha parlato di "soluzione amichevole", auspicando "che si arrivi a un incontro" e spiegando che lei e i due candidati di lista sospesi possono ancora accedere al portale Rousseau. Quindi "nessun atto ufficiale". Il suo legale, Lorenzo Borrè, sostiene del resto che non in base al regolamento non sia necessario essere iscritti al Movimento per candidarsi alle Comunali col Movimento.
"Rispettiamo la sentenza, che, tra l'altro, riconosce la validità e la legittimità del Regolamento del MoVimento 5 Stelle - si legge sul blog - riservandoci, però, di tutelare in ogni sede le nostre ragioni". Ci sono 15 giorni di tempo per un eventuale reclamo che riaprirebbe il caso. Ma i tempi sono sempre più stretti: il 12 maggio scade il termine per depositare le liste e il Movimento rischia di non avere un candidato certo. "Una alleanza con Pirondini? No, spero che la questione si risolva nel modo più civile possibile ma soprattutto rispettando quello che e stato il voto delle primarie", continua Cassimatis. Pirondini che non si è presentato al primo dibattito televisivo tra candidati sindaco organizzato da Primocanale.
Poi c'è l'altro filone, quello della querela per diffamazione che Cassimatis ha presentato contro Grillo e Di Battista. Per il leader del Movimento, nessun perdono. "Per quanto riguarda Alessandro Di Battista, su di lui siamo più concilianti: capiamo che è stato trascinato dagli eventi e dallo stesso post di Grillo, e quindi saremmo disponibili anche ad una soluzione amichevole, basta che Di Battista si rivolga al nostro avvocato - ha spiegato in una conferenza stampa a Genova - Non c'è problema, anzi: pensiamo che Di Battista sia un portavoce importante per il movimento e non vorremmo mai avere sulla coscienza questa pecca. Lo incolpiamo un po' di superficialità, di aver fatto alcune dichiarazioni sulla scia del fidatevi di me, mentre rimaniamo saldi sulla querela sul post di Beppe Grillo. Le parole usate da Grillo ci sono sembrate molto offensive".
"Voi sapete che ho fatto due querele, una nei confronti di Beppe Grillo per il post del 17 marzo, perché erano state usate parole pesanti che lasciavano intendere che avessimo fatto chissà quali attentato nei confronti del Movimento, invece avete visto tutti che si trattava di due like su dei post che assolutamente non vanno contro al Movimento 5 Stelle - ha aggiunto Cassimatis - ma anzi andavano nel senso della convergenza di buone pratiche sul territorio". In un altro passaggio, Cassimatis ha però aggiunto: "Beppe Grillo non conosce personalmente nessuno di noi quindi gli sono stati portati dei documenti che lui ha valutato superficialmente e non ci ha convocato per chiarire la situazione".
IL COMMENTO
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