
Secondo gli inquirenti i plichi, che contenevano polvere da sparo, fili elettrici e batterie, potevano esplodere e fare danni.
Le due buste avevano come mittente uno studio legale torinese che non c'entra nulla con l'attacco ma al cui interno ha lavorato un legale che ha firmato numerose richieste di risarcimento ad anarcoinsurrezionalisti per conto di giornalisti o appartenenti alle forze dell'ordine.
Al momento per l'attacco non è arrivata nessuna rivendicazione, ma è facile ipotizzare la pista anarchica.I due pm oggetto della missiva infatti hanno condotto indagini oltre che sulla criminalità organizzata anche sugli anarchici.
Secondo gli inquirenti il fallito attentato di ieri certifica ancora una volta il legame tra Torino e Genova per quanto riguarda l'area anarchica.
Non va dimenticato che proprio sotto la Lanterna nel 2012 fu gambizzato il manager di Ansaldo Nuclearo Roberto Adinolfi. Per quel fatto furono poi condannati i torinesi Alfredo Cospito e Nicola Gai a pene di poco inferiori ai dieci anni. Partendo da quei fatti la Procura di Torino ha poi fatto partire l'inchiesta 'Scripta Manent' che nel settembre scorso aveva portato in manette sette persone.
IL COMMENTO
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