
E se persino la battagliera Raffaella Paita fa autocritica, significa che la situazione è proprio grave: “Sono due sconfitte diverse, quella di Genova e della Spezia: nella prima avevamo alleanza ampia con la sinistra con uno schema che sembrava potesse essere vincente. Alla Spezia è stato un suicidio, per le molte liste a sinistra che si sono presentate in contrapposizione con noi. In Liguria c’è un forte vento di destra. Noi dobbiamo fare autocritica, stare in mezzo alla gente e risolvere i problemi che ci solleva. A Toti, comunque, ho fatto i complimenti.”
Tra chi ci gode c’è, senza mascherarlo, Simone Regazzoni che su Facebook scrive “basta con il centrosinistra da museo. A Genova ha prodotto una disfatta storica”. E poi ancora: “Il ministro Andrea Orlando aveva guardato alla città come a un laboratorio per la sua idea di centro-sinistra allargato. Il risultato è una disfatta di quel modello e di chi lo ha sostenuto nel PD”. E via così.
Altri attacchi al Pd dalla sinistra. Gianni Pastorino di Rete a sinistra: “Le sconfitte sono disastri annunciati di cui il Pd si deve assumere la totale responsabilità. La vecchia formula del centro sinistra non esiste più. Soprattutto a Genova e La Spezia dove il Pd si è presentato con la formula “usato sicuro” cioè in continuità con le giunte precedenti senza nessuna valutazione di quanto fatto negli ultimi anni. Noi nel tavolo delle sinistre avevamo tentato di introdurre elementi di rottura, ma inutilmente”.
IL COMMENTO
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