
L'obiettivo è ottenere da Palazzo Chigi la garanzia che quei vincoli occupazionali saranno rispettati. Al momento la linea condivisa da Cgil, Cisl e Uil è contraria ad ogni ipotesi di licenziamento. In mezzo c'è anche il fattore impianti, appena acquisiti dalla cordata ArcelorMittal-Marcegaglia, che a Genova sono già compatibili con gli standard ambientali e in grado di potenziare le due linee di produzione: zincatura e banda stagnata.
"Io penso che si debba usare il buon senso - commenta a Primocanale il segretario della Fim-Cisl Liguria, Alessandro Vella - l'importante è collocare i lavoratori. Non possono essere i lavoratori a pagare. Bene che vengano le istituzioni, ma ricordiamo che la questione non riguarda solo il Governo. Ad esempio ricordo a tutti che esiste Società per Cornigliano che ha obblighi fin qui non del tutto rispettati".
Durante il tavolo è emerso che il 20 luglio Mittal a Roma incontrerà le segreterie nazionali dei sindacati.
IL COMMENTO
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